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Fisco soft sugli alloggi sociali

Affittare alloggi sociali sarà più conveniente. Il fisco premierà sia il proprietario sia l’inquilino. Il locatore beneficerà di una deduzione forfettaria: il 40% dei canoni di locazione percepiti sarà escluso dal reddito d’impresa (cioè non pagherà Irpef/Ires) e dal valore della produzione ai fini Irap. Interessati i soggetti pubblici o privati che costruiscono, ristrutturano o recuperano alloggi sociali, come definiti dal dm 22 aprile 2008. L’agevolazione sarà applicabile per un massimo di 10 anni o comunque fino all’avvenuto riscatto da parte del conduttore. L’aiuto è però subordinato all’ok della Commissione europea, che dovrà accertare la compatibilità della misura con la disciplina degli aiuti di stato. È quanto prevede la bozza di decreto legge sul piano casa oggi all’esame del consiglio dei ministri. Un pacchetto che, ha spiegato ieri il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi, vale complessivamente 1,6 miliardi di euro. L’obiettivo del governo è favorire l’accesso all’abitazione da parte delle fasce deboli, rendendo sempre meno conveniente il ricorso al «nero». In tal senso va anche la riduzione dell’aliquota della cedolare secca sugli affitti a canone concordato: per gli anni 2014-2017 invece del 15% si pagherà il 10%. La cedolare sarà resa accessibile anche qualora il locatore sia un ente non profit o una coop, purché l’immobile venga poi sublocato a studenti (con rinuncia all’aggiornamento del canone).

Ma le agevolazioni riguardano pure gli inquilini. Nel triennio 2014-2016 i soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali adibiti a propria abitazione principale avranno diritto a una detrazione Irpef più generosa. Lo sgravio sarà pari a 900 euro annui per i redditi fino a 15.493,71 euro e a 450 euro per i redditi fino a 30.987,41 euro. A causa della loro natura transitoria, le detrazioni saranno disciplinate al di fuori del Tuir.

Come anticipato da ItaliaOggi del 7 marzo 2014, viene eliminata la stretta sul bonus arredi generata dalla mancata conversione del dl n. 151/2013: la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non avrà più l’ulteriore limite di spesa rappresentato dai costi di ristrutturazione, ma la soglia sarà sempre 10 mila euro.

Per agevolare l’accesso alla proprietà immobiliare, infine, il dl oggi al vaglio di palazzo Chigi punta sul meccanismo del «rent to buy». I conduttori di alloggi sociali avranno la possibilità di imputare, in tutto o in parte, fino alla data del riscatto i canoni di locazione in conto del prezzo di futuro acquisto. Ai fini fiscali il proprietario dovrà considerare i canoni percepiti come «pura» locazione, potendo fruire dell’abbattimento forfettario del 40%. In caso di riscatto, le tasse pagate sui canoni poi commutati nel corrispettivo di vendita daranno luogo a un credito d’imposta. La novità sarà applicabile ai contratti stipulati dopo l’entrata in vigore del dl. Sarà comunque necessario un decreto interministeriale di attuazione.

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