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Fisco, si gioca a carte scoperte

Imprese italiane sempre più a prova di transfer pricing. Tra ruling, Apa (Advance pricing agreement) e pre filing, aumenta il ricorso al complesso degli istituti che prevedono un preventivo e collaborativo scambio di idee con l’amministrazione finanziaria per raggiungere un accordo volto a sterilizzare le norme antielusive di natura internazionale, prima tra tutti quella relativa al transfer pricing. La seconda edizione del bollettino pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate annovera, dal 2004, 135 istanze presentate e 56 accordi conclusi, di cui 19 nel 2012. Peraltro anche l’amministrazione finanziaria ha affinato la procedura, tant’è che il tempo necessario per raggiungere la sottoscrizione dell’accordo è diminuito costantemente nel corso degli anni. Il ruling internazionale è fruibile non solo nelle ipotesi di quantificazione del valore normale ai fini del transfer pricing, ma anche in caso di applicazione ai singoli casi concreti di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’erogazione o la percezione di dividendi, interessi o royalties a (o da) soggetti non residenti e di analoghe prescrizioni sull’erogazione o la percezione di altri componenti reddituali a (o da) soggetti non residenti. Il ruling è utile inoltre nei casi di applicazione ai singoli casi concreti di norme riguardanti l’attribuzione di utili o perdite alla stabile organizzazione in un altro stato di un’impresa residente. Accanto a questa procedura, che serve appunto per definire a monte i prezzi di trasferimento, dal 2010 sono stati introdotti nell’ordinamento italiano gli Apa (Advance pricing agreement), ossia accordi tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria, sottoscritti e condivisi anche dalle autorità competenti delle giurisdizioni estere interessate, che consentono di fornire maggiore certezza ai contribuenti in materia di prezzi di trasferimento, eliminando in toto il rischio della doppia imposizione. In particolare gli Apa sono utilizzabili laddove, proprio in applicazione del meccanismo del transfer pricing, che opera in presenza di gruppi di imprese, all’aumento di imponibile operato su una impresa nazionale non faccia seguito un corrispondente aumento dei costi deducibili in capo alla controllata estera: ciò che determina, nella sostanza, una doppia imposizione. Si pensi al caso in cui l’impresa italiana venda, a una propria controllata estera, merci a un valore inferiore a quello di mercato; a seguito dell’intervento dell’amministrazione finanziaria è possibile che, in ossequio al comma 7 dell’articolo 110 del Tuir, l’Agenzia delle entrate rettifichi i prezzi di trasferimento innalzandoli ai valori ritenuti normali. Ciò che determina, evidentemente, un aumento dell’imponibile per l’impresa italiana. Nella contabilità dell’impresa estera controllata, però, il costo non viene toccato al rialzo e quindi rimane deducibile per l’importo inizialmente indicato.

Attraverso l’Apa è possibile ottenere il riconoscimento del maggior costo correlato alle rettifiche di valore operate dall’amministrazione italiana. Ovviamente l’attivazione degli Apa da parte di imprese italiane è correlata all’applicazione di normativa analoga a quella del transfert pricing in territori esteri. Un istituto di corredo al ruling però molto apprezzato e importante è il cosiddetto pre-filing. Per ottenere chiarimenti e spiegazioni di tipo generale sulle caratteristiche del ruling internazionale, l’Agenzia delle entrate ha previsto la possibilità di incontrare i contribuenti che ne facciano richiesta in uno o più incontri preventivi. Gli incontri, di natura informale, possono avvenire anche in forma anonima, senza identificazione del contribuente e offrono l’opportunità di affrontare tematiche di carattere generale, senza possibilità di esaminare in dettaglio specifiche fattispecie.

Alcuni dati riepilogativi. Per gli anni 2010-2012, evidenziati nel bollettino sono 83 le istanze di ruling presentate, 37 gli accordi conclusi, 3 le istanze considerate inammissibili, 4 quelle cessate per rinuncia delle parti. Al 31 dicembre 2012 sono 54 le istruttorie ancora in corso. Riguardo i tempi, invece, si può rilevare che, per chiudere l’accordo, occorrono in media 16 mesi. Per quanto riguarda la determinazione dei prezzi di trasferimento, si rileva che nel 79% dei casi sono stati adottati metodi reddituali, mentre nel restante 21% si è ricorso ai sistemi tradizionali. L’84% dei soggetti che hanno presentato istanza di ruling realizza ricavi superiori a 25 milioni di euro, con una prevalenza di coloro che rientrano nella categoria dei grandi contribuenti: il 68% dichiara ricavi superiori a 100 milioni di euro. Sono, poi, evidenziate le tipologie di contribuenti che hanno fatto ricorso all’istituto, raggruppate in base al settore di attività economica esercitata. Infine, il bollettino indica la tipologia di operazioni oggetto degli accordi di ruling internazionale conclusi al 31 dicembre 2012.

Come attivare la procedura. Si deve presentare istanza su carta libera, a mezzo raccomandata in plico non imbustato, con avviso di ricevimento, all’Ufficio ruling internazionale – Direzione centrale Accertamento – sede di Roma (via Cristoforo Colombo 426 c/d – 00145 ) o di Milano (via Manin 25 – 20121), a seconda del domicilio del contribuente (la sede di Roma è competente per le imprese con domicilio fiscale in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna; quella di Milano, per le domande presentate da soggetti aventi domicilio fiscale nelle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Liguria ed Emilia-Romagna).

L’ufficio competente, valutata la sussistenza dei requisiti, entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza dichiara l’ammissibilità della stessa e invita l’impresa a comparire, instaurando così la fase del contraddittorio. La procedura si conclude, entro 180 giorni dal ricevimento dell’istanza, con un accordo che vincola le parti per l’anno in cui è stato sottoscritto e per i due successivi, inibendo all’amministrazione finanziaria l’esercizio del potere di accertamento sulle questioni oggetto dell’intesa. Durante il triennio, inoltre, l’Ufficio ruling procede alla verifica del rispetto dei termini dell’accordo firmato, nonché all’accertamento di un eventuale mutamento delle condizioni costituenti il presupposto delle clausole contrattuali. Tale attività viene svolta dall’Agenzia mediante uno o più accessi concordati presso le sedi di svolgimento dell’attività di impresa. Al termine del triennio di validità, e almeno novanta giorni prima della scadenza, il contribuente può presentare istanza di rinnovo. Ove si intenda richiedere un Apa bilaterale o multilaterale, l’istanza deve essere contestualmente presentata, ai sensi dei citati artt. 8 del dl 30 settembre 2003, n. 269, e 25, paragrafo 3, del modello Ocse di convenzione, all’Ufficio ruling internazionale – Settore internazionale – Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle entrate, sede di Roma, e alla Direzione relazioni internazionali del dipartimento delle finanze del ministero dell’economia e delle finanze. L’invio della domanda, al pari dell’istanza di ruling internazionale, deve avvenire su carta libera e in plico non imbustato a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.

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