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Fisco semplice, partita allargata

Semplificazioni fiscali al rush finale. Nel serrato calendario fissato dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, scade oggi il termine per l’invio da parte delle associazioni di categoria e dei professionisti delle “osservazioni” sulla lista dei 108 adempimenti superflui diffusa il 2 ottobre scorso.
La consultazione che ha avuto luogo nelle ultime settimane all’interno delle organizzazioni imprenditoriali e degli ordini professionali ha portato non solo a individuare le priorità tra gli interventi di sfoltimento burocratico indicati nella tabella dell’Agenzia, ma anche a proporre ulteriori “tagli” normativi e amministrativi.
I pacchetti di proposte dei professionisti, così come quelli predisposti dalle associazioni di categoria, da Confindustria a Rete imprese Italia, si annunciano perciò piuttosto corposi. Il tavolo per le semplificazioni istituito presso l’Agenzia avrà, dunque, molto lavoro da fare. Per quanto le segnalazioni provenienti dal variegato mondo delle imprese, dei lavoratori autonomi, dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, potrebbero convergere su una quarantina di punti, consentendo ai tecnici dell’amministrazione finanziaria di accelerare l’iter.
Del resto, l’Agenzia ha già in mano una black list di obblighi considerati «ridondanti o superati». Si tratta solo di rivederla alla luce dei suggerimenti provenienti dagli operatori.
Il fascicolo inviato dai commercialisti conterrà una ventina di idee di revisione legate agli obblighi che fanno parte della lista ufficiale, più altre cinque o sei proposte extra. Senza dimenticare la necessità, già segnalata più volte, di ridurre gli adempimenti che gravano sulle piccolissime imprese che fanno operazioni sporadiche e di modesto importo con l’estero e le procedure che gravano sugli intermediari fiscali.
Anche Rete imprese Italia oggi consegnerà alle Entrate un elenco dettagliato di adempimenti da alleggerire – oltre una cinquantina – che impattano direttamente sul mondo delle imprese. Si pensa, in particolare, all’opportunità di accorpare determinate comunicazioni e di renderle annuali, come quelle sui beni dati in godimento ai soci, oppure alla possibilità di abolire alcuni tipi di dichiarazioni che di fatto replicano informazioni di cui il Fisco è già in possesso.
Anche i tagli e gli snellimenti sollecitati da Confindustria riguarderanno solo parzialmente la lista fornita dalle Entrate (dall’opportunità di accorpare magari in un un’unica data le diverse scadenze oggi previste per la scelta di regimi opzionali alla sovrapposizione e moltiplicazione delle comunicazioni). Le richieste di Viale dell’Astronomia investiranno anche altre questioni, come il visto di conformità necessario per ottenere un rimborso Iva e rilasciato in sostanza dallo stesso soggetto che certifica il bilancio dell’azienda.
L’eliminazione delle comunicazioni inutili e delle duplicazioni per puntare invece su un unico invio annuale e telematico rappresenta il file rouge delle proposte di semplificazione elaborate dagli esperti del Sole 24 Ore per sgravare i contribuenti (si veda Il Sole 24 Ore del lunedì dello scorso 15 ottobre).
D’altro canto, tra i 108 oneri sui quali l’agenzia delle Entrate ha aperto la consultazione alcuni sono da tempo nel mirino degli operatori. Imprese, autonomi e professionisti hanno dovuto subire l’introduzione dal 2008 di almeno una decina di nuove comunicazioni obbligatorie: dai vincoli per usare in compensazione i crediti Iva superiori a certe soglie, alla comunicazione preventiva alle Entrate per effettuare operazioni intracomunitarie (elenco Vies); dagli obblighi sulla fatturazione per i servizi all’interno dell’Unione europea alla stretta sui rapporti con imprese residenti in Paesi black list. Senza dimenticare lo spesometro che, ripristinando, di fatto, il vecchio elenco clienti-fornitori, ha imposto di trasmettere alle Entrate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva.
A questo punto, bisognerà capire se l’amministrazione vorrà davvero rinunciare alla mole di informazioni che attraverso i numerosi adempimenti introdotti per combattere l’evasione fiscale affluiscono nei database dell’anagrafe tributaria.
Informazioni che sono tanto preziose per il Fisco quanto sono (sempre più spesso) costose per i destinatari degli obblighi di documentazione. Il conto delle complicazioni fiscali per imprese e cittadini arriva ormai ad almeno cinque miliardi di euro all’anno.

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