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Fisco, riforma a piccoli passi

L’Ancot (Associazione nazionale consulenti tributari) ha manifestato il suo compiacimento per le misure di prossima attuazione presentate nell’ultima audizione dello scorso 14 maggio presso la VI commissione finanze del Senato. Per le «Misure per la crescita e l’internalizzazione delle imprese», è stata richiesta una legislazione stabile, al fine di indurre, anche gli investitori internazionali, in operazioni di medio e lungo periodo in Italia.

Pertanto, è stata apprezzata la rivisitazione del dettato normativo che integra la soglia degli interessi passivi di fonte estera. Resta comunque necessario rivedere, non solo la pressione fiscale, ma anche il numero di adempimenti fiscali/tributari richiesti per diminuire anche i costi relativi alla fiscalità indiretta. È stato valutato positivamente l’istituto del consolidato nazionale e la dichiarazione unica. La rimodulazione delle spese di rappresentanze potrà indurre una crescita dei consumi interni. Per quanto riguarda la perdita su crediti, oggetto di perizia, è stato suggerito di non prendere in considerazione la data della camera di commercio, ma quella della stessa perizia, proprio per rispettare il criterio di certezza e di competenza delle rilevazioni contabili. Per gli adempimenti amministrativi, l’Ancot ha auspicato l’estensione dell’istituto della compensazione anche ad altri tributi e che sia prevista l’eliminazione degli ostacoli ingiustificati quali il visto di conformità, con un allargamento della platea dei professionisti abilitati. Fatturazione elettronica, tracciabilità bancaria, abrogazione della responsabilità solidale fiscale, semplificazione degli elenchi Intrastat, deducibilità degli interessi passivi per tutti, revisione dei coefficienti di ammortamento, sistemi contabili semplificati integrati e in base al principio di cassa, daranno quelle certezze e quella trasparenza, nella semplificazione, che molti contribuenti onesti si aspettano. Al fine di promuovere un fisco moderno, è stato richiesto un bonus fiscale, credito d’imposta, per chi vorrà investire nell’aggiornamento tecnologico per macchine e linee telematiche performanti. Inoltre, considerata la riduzione di un anno in meno ai fini dell’accertamento, per i contribuenti che avranno tutto tracciato, si è suggerito di inserire una franchigia, una tolleranza, per evitare che un incasso per un solo euro possa far venire meno l’agevolazione stessa. Verificato che il formato della fatturazione elettronica ha estensione xml si potrebbe pensare a una integrazione delle informazioni contenute nel database della stessa Agenzia delle entrate da parte del tenutario delle scritture contabili. Quindi, con software integrati o resi disponibili, gratuitamente, dalla stessa pubblica amministrazione per l’ulteriore integrazione dei dati non telematici/elettronici, anche con riferimento ad operazioni indetraibili o parzialmente detraibili o per una lettura dei dati di bilancio globali. L’insieme delle norme analizzate porterà nel suo insieme e nel tempo ad una vera dematerializzazione della carta con ulteriori risparmi, il Durc farà da apripista il prossimo 1° luglio.

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