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Fisco, rate a quota 20 miliardi

di Marco Mobili

Sfiora ormai i 20 miliardi di euro l'importo delle rateizzazioni concesse da Equitalia ai contribuenti in difficoltà economica. Negli ultimi undici mesi (da aprile 2011 a marzo 2012) i piani di rateazione autorizzati dall'agente pubblico della riscossione sono aumentati di oltre 340mila unità passando da 1,2 milioni del 20 aprile scorso a oltre 1,5 milioni del 3 marzo 2012.
A guardare la cartina d'Italia delle rateizzazioni ci si accorge che al vertice ci sono Lombardia e Lazio pressoché a pari merito con poco più di 195mila piani di rientro concessi per importi che valgono rispettivamente oltre i 3,5 e i 3,3 miliardi di euro. Dove la tensione tra Equitalia e contribuenti non sembra ancora scemare del tutto, come nel caso di Sardegna e Piemonte, spicca il fatto che le istanze autorizzate non hanno superato le 100mila unità eppure gli importi dilazionati oltrepassano il miliardo di euro.
Un dato incontrovertibile che la crisi e il peso delle tasse si fanno sentire sempre più su famiglie e imprese. E ne sono convinti anche nel quartier generale del concessionario pubblico: «La rateizzazione dei debiti con lo Stato rappresenta ormai un vero e proprio ammortizzatore economico – spiega Angelo Coco, direttore centrale di Equitalia – che da una parte consente a famiglie e imprese di far fronte alla particolare congiuntura economica e dall'altra permette agli enti creditori e all'Erario di assicurarsi l'incasso delle somme loro spettanti».
Il pagamento a rate, comunque, è solo uno degli strumenti che tanto il legislatore quanto lo stesso agente della riscossione stanno utilizzando per allentare la tensione tra contribuenti ed Equitalia. Lo stesso decreto sulle semplificazioni fiscali – che da questa settimana avvia al Senato il suo iter per la conversione in legge – introduce correttivi che vanno in questo senso: dalla possibilità di ristrutturare il proprio debito con l'opzione della rata flessibile in luogo di quella costante, al limite dei 20mila euro per far scattare pignoramenti o ipoteche a prescindere dalla tipologia dei beni. La rateizzazione flessibile e crescente nel tempo, secondo Coco, dimostra come Equitalia abbia di fatto rivisto la sua strategia: «anche noi, spiega Coco, eravamo partiti con maxirata iniziale, un po' come facevano le case automobilistiche. Ma ora abbiamo rivisto la nostra logica e siamo arrivati a spostare il peso del prelievo sulle rate finali».
Il dettaglio delle misure sarà
oggetto di tavoli tecnici di confronto, in agenda oggi e domani, tra Equitalia e le 18 associazioni di consumatori e utenti riconosciute dal Mise. Alle misure messe in campo dal Governo e dal Legislatore si aggiungono anche quelle adottate direttamente da Equitalia. La direttiva n. 7 della scorsa settimana, spiega ancora Coco, è stata adottata proprio per facilitare l'accesso ai piani di rateizzazioni: «Con il passaggio dal limite da 5mila a 20mila l'accesso alla rateazioni è pressoché automatico per le famiglie in difficoltà che non dovranno neanche più presentare l'Isee, così come per le imprese il cosiddetto indice Alfa sarà utilizzato al fine di definire il piano di ammortamento dalle 18 alle 72 rate».
Come dire, "una rateizzazione non si nega a nessuno". «In un certo senso sì – rimarca Coco – quanto meno a coloro che vogliono mettersi in regola con il fisco. D'altronde ancora prima della nuova direttiva sulle semplificazioni le istanze di rateazione respinte al mittente non hanno superato l'8 per cento. A breve, poi, l'istanza di rateazione si potrà presentare direttamente online, così come quella per la richiesta di annullamento delle cartelle».
I tavoli di domani con i consumatori e gli utenti saranno l'occasione anche per illustrare gli ultimi aggiustamenti sulle modalità di pagamento. A breve, ha annunciato il direttore servizi di Equitalia, almeno i ruoli di importo ridotto si potranno pagare, oltre che dai tabaccai, in banca e in posta, anche utilizzando "reti amiche" con i servizi di Sisal e Lottomatica, nonché presso i supermercati della grande distribuzione.

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