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Fisco più semplice, via alla delega

Dal governo Berlusconi al governo Monti, che l’ha riproposta al Parlamento ritoccando in più parti la precedente versione, senza tuttavia riuscire a vederne l’approvazione definitiva causa la fine della legislatura. E poi al governo Letta che l’ha ripescata e rispedita all’esame delle Camere, per chiudere con il governo Renzi cui spetta ora di attuarla attraverso i prossimi decreti legislativi. 
Tre governi, due legislature per portare a casa la legge delega sul fisco, cui è affidato il compito di rendere il nostro sistema tributario meno complesso e per quanto possibile più equo. Il ddl delega che la Camera ha approvato ieri a larga maggioranza (309 sì, nessun contrario, 99 astenuti tutti provenienti dalle file del M5S e Sel), reca la firma tra gli altri del presidente della commissione Finanze e relatore, Daniele Capezzone e di Marco Causi, capogruppo del Pd. È il primo passo, «un importante strumento di manutenzione», secondo Rete Imprese. Ora «si proceda a ridurre le tasse». Entro un anno sono attesi i decreti legislativi per rendere – come recita il titolo del ddl – il sistema fiscale «più equo, trasparente e orientato alla crescita» e senza nuovi oneri per lo Stato. Il primo provvedimento attuativo è atteso entro quattro mesi.
«Ora veri tagli di spesa e di tasse», commenta Capezzone. La delega – aggiunge Causi – riduce «l’incertezza nell’interpretazione delle norme e dei rischi fiscali per le imprese, migliora i rapporti tra fisco e contribuenti». Il tutto in 16 articoli, che condensano i principi generali e i criteri direttivi di delega: revisione del catasto dei fabbricati, norme in materia di evasione ed erosione fiscale, disciplina dell’abuso del diritto e dell’elusione fiscale, norme in materia di tutoraggio, semplificazione fiscale e revisione del sistema sanzionatorio. Nel testo anche i principi guida per il riordino del contenzioso e della riscossione degli enti locali, ma anche per la revisione dell’imposizione sui redditi di impresa e la previsione di regimi forfetari per i contribuenti di minori dimensioni, nonché per la razionalizzazione della determinazione del reddito d’impresa. E ancora, nuove disposizioni in materia di giochi e fiscalità ambientale, oltre al riordino delle 720 «tax expenditures», che erodono gettito per circa 164 miliardi.
Obiettivo prioritario del provvedimento è avviare un percorso stabile di riduzione del prelievo, semplificando gli adempimenti per i contribuenti e potenziando al tempo stesso le forme di contraddittorio con l’amministrazione anche attraverso il rafforzamento della conciliazione. Alla revisione del catasto si affida il compito di contribuire al riordino della fiscalità sugli immobili. Nelle commissioni censuarie chiamate a validare le funzioni statistiche sarà prevista la partecipazione di esperti indicati dalle associazioni di categoria, «con la massima pubblicità e trasparenza delle funzioni statistiche utilizzate».
Si punta al contrasto all’evasione per recuperare gettito da destinare al Fondo per la riduzione della pressione fiscale. Inoltre – osserva Capezzone – occorre favorire l’emersione di base imponibile «anche attraverso misure finalizzate al contrasto di interessi e al potenziamento della fatturazione elettronica». Il principio base che dovrà ispirare i decreti attuativi è l’irretroattività delle norme tributarie di sfavore.
Nessuna ambizione da «grande riforma» fiscale, quanto piuttosto una serie di principi che se attuati fino in fondo e in tempi ragionevolmente brevi, potranno contribuire a modificare il sistema fiscale «in direzione della crescita», come ha rilevato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Un provvedimento che il governo Renzi accoglie con grande favore, soprattutto per quel che riguarda la certezza del diritto e l’affetto atteso in termini di maggiore «tax compliance», vale a dire l’adempimento spontaneo al pagamento delle imposte.
Alla delega, in sostanza, il compito di accompagnare il più ampio disegno di alleggerimento del carico fiscale, a partire dal cuneo, cui sta lavorando il governo. La semplificazione degli adempimenti, se realizzata, avrà senza dubbio un impatto anche in termini di maggior gettito. In questa direzione va l’obiettivo, annunciato da Renzi nel suo discorso programmatico in Parlamento, delle dichiarazioni dei redditi on line precompilate.
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