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Il fisco perde 13 mld l’anno

Quasi 13 miliardi di euro all’anno persi dal fisco a causa di omessi versamenti ed errori dei contribuenti. Una cifra pari a mezza manovra di bilancio.

Non si tratta di evasione propriamente detta, ossia di occultamento intenzionale dei redditi imponibili e delle relative imposte, ma di un fenomeno imputabile a norme tributarie complesse e a crisi di liquidità di famiglie e imprese, che non riescono a versare tributi e contributi esposti in dichiarazione.

La relazione sull’evasione predisposta dalla commissione del Mef (ministero dell’economia e delle finanze) presenta per la prima volta uno spaccato tra il tax gap complessivo (assessment gap), cioè la differenza tra il 100% delle imposte teoricamente dovute e quelle versate, e il tax gap legato ai mancati pagamenti (collection gap), ossia il delta tra quanto dichiarato e quanto effettivamente finito nelle casse dell’erario.

Parte degli omessi versamenti viene intercettata dall’Agenzia delle entrate attraverso i controlli automatizzati delle dichiarazioni (ai sensi degli articoli 36-bis del dpr n. 600/1973 e 54-bis del dpr n. 633/1972). Tuttavia, evidenzia la commissione presieduta da Enrico Giovannini, le attività di prevenzione e contrasto dell’evasione non sono le misure più indicate a risolvere la problematica, che dovrebbe invece essere gestita principalmente con «la semplificazione e l’offerta di servizi innovativi, come per esempio le dichiarazioni precompilate, per intercettare gli errori dichiarativi, nonché interventi economici ad ampio spettro per fronteggiare la crisi di liquidità».

In relazione alle quattro principali imposte (Irpef, Ires, Iva e Irap) il tax gap complessivo per il 2014 è stimato intorno agli 89 miliardi di euro, in leggera flessione rispetto all’anno precedente (si veda ItaliaOggi del 15 ottobre scorso).

Tax gap Imu

Evasione, errori e dimenticanze non colpiscono solo le casse dello stato. Anche gli enti locali, in particolar modo i comuni, sono significativamente incisi dall’ammanco fiscale. Il tax gap dell’Imu, vale a dire la differenza tra il prelievo sugli immobili teorico e quello effettivo, sfiora per il 2014 i 5,3 miliardi di euro. Si tratta di una somma pari al 27% del gettito Imu teorico.

Ancora più significativa la differenza tra la base imponibile Imu potenziale e quella reale, pari a circa 693 miliardi di euro.

A livello regionale, l’indicatore del tax gap Imu varia dal 40,3% del gettito teorico in Calabria al 12,7% in Valle d’Aosta, presentando valori più elevati nelle regioni del Centrosud (Campania 37,4%, Lazio 34,3%, Basilicata 33,9%).

La relazione fornisce anche un quadro di dettaglio sulle singole municipalità, indagando il rapporto tra propensione all’evasione e ampiezza demografica degli enti. Il risultato che emerge mostra una correlazione di proporzionalità diretta: il tax gap Imu è del 13% nei comuni con meno di 500 abitanti e cresce all’aumentare della popolazione, fino a raggiungere il 33% del gettito teorico nelle città con più di 250 mila abitanti.

Valerio Stroppa

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