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«Fisco, pensioni e occupazionecol governo ora un confronto vero»

Il green pass obbligatorio per entrare al lavoro, deciso ieri per decreto dal governo Draghi, viene digerito dai sindacati, con qualche mal di pancia in più nella Cgil, ma tutto sommato senza troppi problemi. Del resto, il presidente del Consiglio aveva preannunciato la decisione l’altro ieri ai segretari delle tre confederazioni, ricevendoli a Palazzo Chigi. E Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) avevano avuto la conferma che era inutile insistere con la loro richiesta di fissare piuttosto l’obbligo di vaccinazione, che per il sindacato sarebbe stato più semplice da gestire, sopratutto dopo aver preso una posizione iniziale contraria al green pass. Anche una parte delle imprese (la Confapi, per esempio) avrebbe preferito l’obbligo del vaccino anziché del green pass, ma alla fine per gli imprenditori è importante che si faccia un passo in avanti verso la più ampia vaccinazione possibile. Il certificato verde per accedere al lavoro dovrebbe servire proprio a questo. E nelle aziende sono convinti di riuscire a gestire la problematica di coloro che non vogliono vaccinarsi, che sono comunque una minoranza. Il governo, col provvedimento di ieri ha fornito il quadro normativo. Se sarà necessario, le parti sociali si sono già dette disponibili ad aggiornare i protocolli anti-Covid. Tutto a posto, allora? Niente affatto.

Il tormentone del green pass e il modo in cui si è risolto ha segnato per il sindacato una mezza sconfitta.E ora Cgil, Cisl e Uil cercano la riscossa su altri fronti aperti col governo. Landini ieri ha concluso a Bologna l’assemblea nazionale dei delegati della Fiom lanciando una sorta di ultimatum a Draghi. Il leader della Cgil per prima cosa ha detto al premier che il governo deve smetterla di chiamare i sindacati «all’ultimo minuto per comunicarci decisioni già prese». Aggiungendo: «Penso alla riforma delle pensioni, a quella del fisco, alla riforma degli ammortizzatori sociali. Abbiamo chiesto al governo che nei prossimi giorni su questi temi si apra un confronto vero, a partire anche dal fatto che le riorganizzazioni delle imprese non possono produrre licenziamenti o delocalizzazioni». Landini ha quindi concluso affermando la necessità di «sostenere le richieste con la mobilitazione: torniamo a riprenderci le piazze». Eventuali iniziative (assemblee, manifestazioni, scioperi) saranno concordati con Cisl e Uil, ha detto Landini. «Nelle prossime ore – ha confermato Bombardieri – vedrò Landini e Sbarra e valuteremo».

Anche Cisl e Uil premono su Draghi per una convocazione. «Bisogna andare oltre la questione del green pass – dice Sbarra -. Al presidente del Consiglio abbiamo chiesto di riavviare un confronto su un progetto Paese sostenuto da una governance partecipata del Pnrr, in stretto rapporto con la prossima legge di Bilancio». Molte le questioni sul tavolo. Sul fisco, i sindacati vorrebbero che le limitate risorse a disposizione andassero a riduzione del cuneo fiscale (più netto in busta paga) piuttosto che sul taglio dell’Irap per le aziende. Sulle pensioni, insistono per mantenere forme di pensionamento anticipato anche dopo Quota 100. Sugli ammortizzatori, sono preoccupati che il 31 ottobre, con lo sblocco dei licenziamenti nelle piccole imprese, i lavoratori si ritrovino senza protezioni.

Più tranquillo, invece, il fronte delle imprese, che intanto esprime soddisfazione per l’obbligo del green pass. «Sarà una garanzia di sicurezza su tutti i luoghi di lavoro», dice il presidente di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi, mentre il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Pietro Ferrari, assicura che non verranno abbassate le misure di sicurezza definite con i protocolli sindacali (distanziamento, mascherine, sanificazione). Per la Cna (artigiani) «l’estensione dell’obbligo del green pass rappresenta una soluzione equilibrata e potrà incentivare l’aumento della copertura vaccinale». «Assolutamente favorevole al green pass per tutti i lavoratori, compresi quelli dei cantieri pubblici e privati», il presidente di Assistal, Angelo Carlini.

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