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Fisco, modulo precompilato della dichiarazione 730 Piano per le infrastrutture

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva la dichiarazione fiscale precompilata per 20 milioni di lavoratori e pensionati. La norma è affiancata da un nutrito pacchetto di semplificazioni, dalle successioni ai rimborsi Iva. Il nuovo 730 scatta dal 2015 sui redditi di quest’anno. I moduli dovranno essere disponibili «on line» entro il 15 aprile. Il cittadino potrà accettare la precompilata oppure modificarla, ma il modello deve essere ripresentato entro il 7 luglio. 
Parlando di delega fiscale in un convegno alla Luiss, il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, ha lanciato l’allarme: «Non è scontato che riusciremo a attuare tutta la delega entro il 26 marzo». Il nodo sarebbe la correlazione tra gli aspetti penali delle dichiarazioni infedeli e i reali comportamenti dei contribuenti. Sul punto è intervenuta Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate: «Le frodi sono una emergenza: se si riducono i tempi per gli accertamenti penali dei grandi evasori, si rischia di vanificare il lavoro fatto per individuarli».
Importanti novità per rilanciare i finanziamenti (pubblici e privati) sono stati annunciati dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: «L’Italia proporrà un migliaio di progetti, che valgono almeno 10 miliardi (dalla banda ultralarga all’alta velocità Napoli-Bari) al vaglio della task force europea». Molti progetti riguarderanno il Mezzogiorno. «Il problema del Sud è che ci sono poche idee che vengono presentate in Europa per poter essere finanziate dalla Banca europea degli investimenti», ha osservato Dario Scannapieco, vicepresidente della stessa Bei.
Intanto ieri con 291 voti favorevoli e 151 contrari la Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza che approva la variazione alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), presentata dal Governo, dopo le richieste di modifiche della Ue. E sempre ieri al Senato è arrivato il decreto «sblocca Italia», dopo il via libera di Montecitorio. Il provvedimento ha ottenuto il via libera per un solo voto della commissione Affari costituzionali: 13 sì e 12 no, con la maggioranza che si è salvata grazie all’arrivo in extremis del senatore Andrea Augello (Ncd), e il voto della presidente della commissione, Anna Finocchiaro.
Prosegue intanto il cammino della legge di Stabilità: il testo sarà esaminato dall’aula della Camera dal 24 novembre ma ieri si è consumato l’ennesimo scontro in commissione Bilancio all’interno del Pd: il presidente Francesco Boccia (lettiano) ha stoppato più di 20 misure «microsettoriali o sem-plicemente organizzative». Questo intervento ha fatto infuriare molti deputati del Pd che avrebbero minacciato di votare contro il provvedimento, soprattutto quando sono stati stralciati i commi sui fondi ai giovani agricoltori. È dovuto intervenire il governo, tramite il Tesoro, che avrebbe promesso di inserire queste voci in un emendamento governativo. Eliminate pure la norma che prevede che la Rai possa cedere sul mercato attività immobiliari e quote di società partecipate e il rifinanziamento di 100 milioni destinato ai lavoratori socialmente utili di Napoli e Palermo.

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