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Fisco, liti in crescita del 5,87%

Cala il contenzioso con il fisco nell’ultimo trimestre del 2015, ma quello dell’intero anno cresce del 5,87%. Sono quasi 257 mila le cause tributarie avviate da cittadini e imprese lo scorso anno contro amministrazione finanziaria ed enti locali, in salita rispetto alle 243 mila del 2014. Diminuiscono le controversie definite, passate dalle 302 mila del 2014 alle 298 mila del 2015 (-1,18%). Numeri che comunque consentono alle commissioni tributarie di mantenere un saldo positivo tra flussi in entrata e in uscita, riducendo in questo modo lo stock di fascicoli pendenti, seppure a un tasso inferiore rispetto all’ultimo biennio: alla data del 31 dicembre 2015, presso le segreterie di Ctp e Ctr pendevano infatti 530 mila ricorsi, vale a dire il 7,2% in meno rispetto a 12 mesi prima. I dati ufficiali sono stati resi noti ieri dalla Direzione giustizia tributaria del Mef, che ha pubblicato il bollettino statistico relativo al 4° trimestre 2015: sommando il contenuto dei singoli rapporti periodici, tuttavia, è possibile operare un monitoraggio sull’intero anno, in anticipo rispetto alla relazione ministeriale che uscirà nel mese di giugno.

Primo grado. Aumentano i contenziosi avviati ex novo dai contribuenti: nel 2015 le Ctp hanno ricevuto 188.287 ricorsi, contro i 182.344 del 2014 (nel 2013 tuttavia erano stati 202 mila). Analizzando il flusso in uscita, i giudici provinciali hanno definito 244.021 cause, a fronte delle circa 247 mila registrate sia nel 2013 sia nel 2014. Ciò ha permesso alle commissioni di abbattere le giacenze di oltre il 12%: a fine 2015, infatti, le Ctp risultavano gravate di 386.990 ricorsi, ossia quasi 56 mila in meno rispetto all’anno precedente. Un trend che si è intensificato negli ultimi tre mesi dell’anno, quando le definizioni (64.630) hanno largamente superato gli ingressi (45.705).

Secondo grado. Ben diverso l’andamento dei flussi in appello. Nel quarto trimestre del 2015, infatti, i gravami ricevuti dalle Ctr sono stati il 15% in più delle sentenze emesse (18.311 contro 15.842), contribuendo a far aumentare l’arretrato. La pendenza registrata al 31 dicembre 2015 è pari a 143.854 appelli, in salita dell’11% su base annua. I 68.614 appelli pervenuti nel 2015, infatti, fanno segnare un balzo del 13% rispetto ai 60.324 del 2014 e di quasi il 25% rispetto ai 54.768 del 2013.

Esiti. I tassi di vittoria e soccombenza delle parti si mantengono in linea con le rilevazioni precedenti. Nel quarto trimestre 2015 le Ctp hanno dato completamente ragione agli enti impositori nel 44,85%, consentendo agli uffici di aggiudicarsi circa 3 miliardi di euro. La percentuale di giudizi completamente favorevoli ai contribuente è stata del 32,21%, con l’annullamento di accertamenti e cartelle per un valore complessivo di 2,3 miliardi di euro. In appello, le cause definite integralmente pro-fisco sono state il 45,35% (valore 1,3 miliardi di euro), mentre quelle pro-contribuente il 40,80% (valore di 1,1 miliardi).

Valori medi. L’importo medio dei ricorsi proposti nell’ultimo trimestre dell’anno si è attestato a 98 mila euro in Ctp e a 185 mila euro in Ctp. Il dato estrapolato singolarmente potrebbe risultare però fuorviante, dal momento che, in linea con un trend ormai consolidato, pochi grandi ricorsi coprono la quasi totalità degli oltre 30 miliardi di euro contesi su base annua. Il 70% delle liti avviate in primo grado, infatti, riguarda atti fino a 20 mila euro e producono circa il 3% della posta in gioco. Le cause sopra il milione di euro, invece, pur essendo meno del 2% in valore assoluto, rappresentano per importo oltre i due terzi della materia del contendere.

Valerio Stroppa

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