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Fisco, linea soft sui ritardatari

Per i ritardatari dei versamenti fiscali linea soft sulle sanzioni. Il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, rispondendo a un question time ieri alla camera ha aperto alla mediazione sui versamenti scaduti il 20 luglio senza la proroga chiesta all’unanimità dal Parlamento e invocata dai professionisti. Mentre Gualtieri conferma che ci sarà più tempo per pagare, a settembre i versamenti sospesi per l’emergenza Covid di marzo, aprile e maggio. Con anche un alleggerimento negli importi per i residenti delle zone più colpite.

«È intenzione del governo anche utilizzare il prossimo scostamento di bilancio per rimodulare ulteriormente il pagamento previsto per settembre riducendo significativamente l’onere per i contribuenti per il 2020». Lo scostamento di 20 miliardi è stato esaminato dal consiglio dei ministri di ieri sera. Infine il ministro, confermando quanto riportato nell’atto di indirizzo sulle politiche fiscali, ha ribadito l’intenzione di una riscrittura del calendario delle scadenze fiscali mettendo in conto una modalità di cambio nel calcolo e nell’effettuazione del prelievo.

La scadenza della discordia. La soluzione (si veda ItaliaOggi del 17 luglio) che si profila per chi non ha versato entro il termine del 20 luglio, dunque, è quella di una tolleranza per il ritardo senza l’applicazione delle maggiorazioni e delle sanzioni previste: «C’è il tema delle sanzioni» per chi paga dopo il 20 luglio «che valuteremo. Ricordo», ha sottolineato Gualtieri, «che il versamento del saldo medio annuale di un contribuente forfettario nel 2019 è stato pari a 400 euro, la maggiorazione per coloro che pagano entro il 20 agosto sarà pari a 1,26 euro». Il ministro poi ha voluto sottolineare che «i dati di gettito dell’autoliquidazione, aggiornati ai versamenti del 30 giugno, danno segnali positivi: il gettito Irpef registra una riduzione di appena 516 milioni, mentre quello Ires di 932 milioni rispetto all’anno 2019». Per Gualtieri la scadenza del 20 luglio è alle spalle: «Stiamo parlando di una cosa già avvenuta, è il 22 luglio». L’inciso non è piaciuto però Maria Stella Gelmini, deputato di Forza Italia: «Le sue parole oggi in Aula a Montecitorio non hanno fornito certezze né sul rinvio delle scadenze di settembre, né sull’azzeramento degli interessi applicati a chi verserà in agosto. E francamente affermare che il 20 luglio va consegnato alla storia perché oramai è passato significa perseverare nell’errore: il governo dovrebbe scusarsi anziché rallegrarsi del dato di chi ha pagato perché, esattamente come è accaduto anche per le altre scadenze, chi ha potuto ha versato e lo avrebbe fatto anche in caso di rinvio per non accumulare debiti con il fisco». Tanto da minacciare di non votare lo scostamento. Richiesta di zero sanzioni e interessi anche da parte di Mauro Del Barba, capogruppo di ItaliaViva in commissione finanze della Camera : «Chiediamo di prendere in considerazione la nostra richiesta di riconsiderare almeno l’aliquota applicata dopo il 20 agosto per i ritardi nei versamenti fiscali».

I versamenti di settembre. La musica cambia quando si parla dei versamenti sospesi di marzo, aprile e maggio per le zone più colpite dal Covid-19. Una parte dello scostamento sarà utilizzato per ridurre significativamente l’onere dei contribuenti per le scadenze di settembre. Al momento l’appuntamento con il fisco è previsto in una unica rata o in quattro tranche. Il ministero è orientato ad aumentare il numero delle rate scavallando nel 2021 il pagamento. Non solo, accanto alla diluizione delle scadenze, potrebbe arrivare anche un alleggerimento di circa il 30% del conto da pagare al fisco per i settori più colpiti quali ristorazione, abbigliamento e turismo, ma bisognerà dimostrare di aver subito un calo del 50% del fatturato.

Calendario fiscale da riscrivere. Dal 1° gennaio 2021, secondo la fuga in avanti del ministero dell’economia si potrà passare, per il calcolo delle imposte dal meccanismo di competenza a un meccanismo di cassa che mandi in soffitta acconti e saldi ma che consenta ai contribuenti di versare ogni mese un importo all’agenzia delle entrate.

Una proposta lanciata dal direttore dell’entrate Ernesto M. Ruffini e fatta propria dai vertici del ministero dell’economia. «In queste settimane stiamo ragionando» ha confermato Gualtieri, «su una riscrittura sostanziale del calendario dei versamenti. La logica è quella di superare il meccanismo degli acconti e dei saldi, per andare verso un sistema basato sulla certezza dei tempi e degli adempimenti e una diminuzione nel corso dell’anno degli importi da versare, calcolato in base a quanto effettivamente incassato dalle partite Iva». Una proposta che se sulla carta appare andare nella direzione di una semplificazione rischia, secondo gli esperti (si veda pezzo a pagina 30) di mandare in tilt il sistema, se non si mette mano a una radicale riforma delle imposte, prima fra tutte l’Iva.

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