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Fisco light solo per le start up

di Carmine Fotina e Marco Mobili

La sterzata a provvedimenti che da mesi vanno a rilento non potrà essere accompagnata da nuovi interventi di spesa. Anche le ultime riunioni sul piano per la crescita preannunciato da Berlusconi, nella concitazione di una giornata segnata dal doppio voto su federalismo e caso Ruby, confermano la necessità di intervenire solo mantenendo invariati i saldi di finanza pubblica. I margini di movimento insomma sono limitati, nonostante l'enfasi che nei giorni scorsi ha accompagnato l'annuncio del pacchetto.

Sulla fiscalità di vantaggio al Sud, ad esempio, bisognerà mettere in atto quanto disposto con la manovra triennale del 2010 per consentire alle regioni di ridurre, fino ad azzerare, l'Irap. Ma l'agevolazione sarà limitata alle start-up, ovvero alle nuove iniziative produttive. L'accesso ai possibili sconti fiscali sul tributo regionale non dovrebbe essere precluso alle imprese già in attività, ma solo se queste saranno disposte ad avviare nuove iniziative imprenditoriali in una delle regioni indicate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

La misura sarà con ogni probabilità a perimetro molto circoscritto anche in considerazione di un altro elemento. Infatti, i governatori meridionali (la maggior parte dei quali è alle prese con pesanti deficit sanitari oltre ai tagli della manovra) potranno operare in questa direzione solo utilizzando risorse a carico del bilancio regionale. L'intervento di defiscalizzazione dovrà avvenire comunque nel perimetro della normativa europea relativa agli aiuti di stato, e sarà strettamente connesso ai princìpi che ispirano la legge delega per l'attuazione del federalismo fiscale.

Il governo, ora, per accelerare l'attuazione della misura di sostegno alle nuove iniziative potrebbe spingere le regioni del Mezzogiorno a intervenire con leggi proprie in riferimento alla riduzione o azzeramento dell'Irap. Dal confronto tra la singola regione e l'esecutivo scaturirà poi il decreto della presidenza del consiglio con cui verrà fissato l'anno d'imposta da cui far decorrere gli sconti fiscali.

Sempre sul fronte dell'Irap, poi, il governo è pronto a rivedere le regole fissate nel decreto anti-crisi dell'autunno 2008 sul meccanismo di deducibilità del 10% dell'Irap dalle imposte dirette Ires e Irpef. Una modifica che arriverà con una serie di decreti delegati e dal confronto con le parti interessate: l'obiettivo dichiarato è quello di fornire ulteriori elementi alla Corte costituzionale per ogni valutazione della legittimità dell'attuale meccanismo di deducibilità del 10 per cento.

In vista della riunione dei ministri prevista per martedì prossimo, e in tema di agevolazioni, è sempre in piedi poi l'ipotesi di finanziare il credito di imposta per gli investimenti. L'intenzione di privilegiare gli strumenti automatici (come i voucher fiscali) è contenuta anche nella riforma degli aiuti alle imprese preparata mesi fa dal ministero dello Sviluppo economico e in attesa di essere sbloccata. Il Tesoro e il ministero degli Affari regionali starebbero valutando in questi giorni di finanziare il credito d'imposta sbloccando parte delle risorse del piano per il Sud licenziato dal governo lo scorso novembre. Non dovrebbe comportare invece rilevanti oneri di spesa l'attuazione delle zone a burocrazia zero, anch'esse già inserite nella manovra del 2010, ma in attesa del dpcm attuativo.

Al consiglio dei ministri di martedì, secondo quanto annunciato da Berlusconi, dovrebbe poi approdare la nuova formulazione dell'articolo 41 della Costituzione sulla libertà di impresa, con l'obiettivo di sburocratizzare al massimo l'attività imprenditoriale sancendo sia a livello centrale che locale il principio dei controlli ex post. Si lavora nel contempo a uno schema di legge regionale da sottoporre ai governatori per dare una spinta al piano casa, finora impantanato nel labirinto delle normative locali.

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