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Fisco light a favore della ricerca Patent box pronto a partire

Conto alla rovescia per la partenza del «patent box». Dalla bozza del decreto di attuazione del ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, in fase di sottoscrizione, emerge la possibilità per le micro e piccole imprese di effettuare il calcolo semplificato della quota di reddito non tassabile, viene prevista la durata dell’opzione sulla tassazione ridotta per 5 anni, rinnovabile ma irrevocabile, viene inserita l’ attività di design tra le attività di ricerca finanziabili e la possibilità di usufruire della detassazione per brevetti e marchi anche in corso di concessione/registrazione. La norma prevedeva già che l’agevolazione consiste in una detassazione pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 per poi salire al 50% negli esercizi 2017-2018 e 2019.

Beneficiari. Nella bozza del decreto viene specificato che potranno usufruire del beneficio tutti i soggetti titolari di reddito di impresa. Ovviamente l’opzione patent box potrà essere esercitata solo da chi ha diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali oggetto dell’attività di ricerca e sviluppo. Sono escluse le imprese assoggettate alle procedure di fallimento, di liquidazione e alle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

Beni immateriali agevolati. È possibile usufruire della detassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di specifici beni immateriali. A titolo esemplificativo possono essere citati i brevetti industriali concessi o in corso di concessione. Nella definizione di brevetti industriali rientrerebbero anche i brevetti per invenzione, incluse le invenzioni biotecnologiche e i relativi certificati complementari di protezione, i brevetti per modello di utilità nonché i brevetti e i certificati per varietà vegetali ed infine le topografie di prodotti e semiconduttori. Oltre ai brevetti dovrebbero rientrare anche i marchi di impresa (inclusi i marchi collettivi), sia già registrati che in corso di registrazione, i disegni e modelli giuridicamente tutelabili, le informazioni aziendali e di esperienze tecnico industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete e giuridicamente tutelabili. Possono rientrare tra i beni immateriali ammissibili anche i software protetti da copyright. Qualora, nell’ambito delle singole tipologie di beni immateriali sopra indicati, due o più beni appartenenti al medesimo soggetto siano collegati da un vincolo di complementarità tale per cui la finalizzazione di un processo sia subordinata all’uso congiunto degli stessi, tali beni immateriali costituiscono un solo bene immateriale.

L’utilizzo dei suddetti beni immateriali potrà avvenire come concessione in uso del diritto all’utilizzo, oppure come uso diretto dei beni immateriali, intendendosi l’utilizzo nell’ambito di qualsiasi attività che i diritti sui beni immateriali riservano al titolare del diritto stesso. Nel primo caso il reddito agevolabile è costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi fiscalmente rilevanti diretti ed indiretti a essi connessi. Nel secondo caso invece sarà necessario individuare per ciascun bene immateriale oggetto dell’opzione il contributo economico da esso derivante che ha concorso algebricamente a formare il reddito di impresa o la perdita.

Agevolazione anche in caso di vendita. Non concorrono a formare il reddito complessivo, in quanto escluse dalla formazione del reddito, le plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni immateriali, a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla cessione dei predetti beni sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. Anche in questo caso è necessario passare attraverso la procedura di ruling.

Le attività di ricerca e sviluppo finanziabili. Le attività di ricerca finanziate, secondo la bozza del decreto, sarebbero quelle finalizzate alla produzione, sviluppo, mantenimento e accrescimento del valore dei beni immateriali e possono essere riassunte nelle seguenti 6 tipologie: ricerca fondamentale, ricerca applicata, design, ideazione e realizzazione software, ricerche preventive, test e ricerche di mercato ed infine le attività di presentazione, comunicazione e promozione.

Nel dettaglio:

– ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici svolti per acquisire nuove conoscenze, successivamente utilizzate nelle attività di ricerca applicata e design;

– ricerca applicata: ricerca pianificata per acquisire nuove conoscenze e capacità, da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare miglioramenti ai prodotti, processi o servizi esistenti, in qualsiasi settore della scienza e della tecnica. Oltre alla ricerca pianificata è ammissibile anche le attività di sviluppo sperimentale e competitivo, inteso come acquisizione, combinazione, sfruttamento e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano nella definizione di ricerca applicata anche le altre attività destinate alla definizione concettuale, concernente nuovi prodotti, processi e servizi, e i test e le prove e sperimentazioni necessari a ottenere le autorizzazioni per la immissione in commercio dei prodotti o l’utilizzo di processi e servizi. Infine rientrano anche la costruzione di prototipi e campioni, la dimostrazione, realizzazione di prodotti pilota, test e la convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati e la realizzazione degli impianti e delle attrezzature a tal fine necessari;

– design: attività di ideazione e progettazione di prodotti, processi e servizi, compreso l’aspetto esteriore di essi e di ciascuna loro parte e le attività di sviluppo dei marchi;

– ideazione e realizzazione del software protetto da copyright.

Le ricerche preventive, i test e le ricerche di mercato e gli altri studi e interventi anche finalizzati all’adozione di sistemi di anticontraffazione, il deposito, l’ottenimento e il mantenimento dei relativi diritti, il rinnovo degli stessi a scadenza, la protezione di essi, anche in forma associata e in relazione alle attività di prevenzione della contraffazione e la gestione dei contenzioni e contratti relativi.

Le attività di presentazione, comunicazione e promozione che accrescano il carattere distintivo e/o la rinomanza dei marchi e contribuiscano alla conoscenza, affermazione commerciale, all’immagine dei prodotti o dei servizi, del design, o degli altri materiali proteggibili.

Come esercitare l’opzione patent box. Secondo le informazioni disponibili nella bozza di decreto, per i primi due periodi di imposta, cioè 2015 e 2016 l’opzione dovrà essere comunicata all’Agenzia delle entrate, secondo le modalità i termini che saranno indicati in un apposito provvedimento del Direttore delle Agenzie delle Entrate. Mentre per i periodi di imposta successivi, l’opzione dovrà essere comunicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta a decorrere dal quale si usufruisce del regime agevolato. In caso di operazioni di fusione, scissione e conferimento di azienda, il soggetto avente causa subentra nell’esercizio dell’opzione, anche in relazione al sostenimento dei costi. Ricordiamo che l’opzione avrà una durata di 5 anni periodi di imposta, sarà irrevocabile e rinnovabile.

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