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Fisco leggero per chi si pente

Penalità dimezzate sui versamenti d’imposta eseguiti entro 90 giorni dalla scadenza: la sanzione non sarà del 30, ma del 15% del dovuto (riducibile all’1,67% con il ravvedimento operoso). Resta comunque ferma la mini-sanzione quando il ritardo non supera 14 giorni.

La sanzione del 30% sarà inoltre applicabile all’indebita compensazione di crediti esistenti e all’omessa presentazione delle garanzie nell’Iva di gruppo, come da prassi dell’amministrazione finanziaria. Sul fronte penale, poi, l’omesso versamento dell’Iva sarà reato solo oltre l’importo di 250 mila euro nell’anno solare. Queste, per quanto riguarda la materia dei versamenti tributari, le principali novità contenute nello schema di dlgs di revisione del sistema sanzionatorio approvato venerdì scorso dal governo. Novità che però sembrerebbero temporanee, essendone prevista l’applicazione solo fino al 31 dicembre 2017 (si veda ItaliaOggi di ieri).

Sanzioni amministrative per gli omessi versamenti. L’art. 13 del dlgs n. 471/1997, com’è noto, punisce l’omesso, insufficiente o ritardato versamento dei tributi con la sanzione amministrativa del 30%; in caso di ritardo non superiore a 14 giorni, la sanzione è pari al 2% per ogni giorno di ritardo. Il provvedimento riformula integralmente l’articolo 13, incorporandovi alcune fattispecie attualmente regolate da altre disposizioni e altre elaborate dalla prassi. C’è però anche una integrazione volta a graduare meglio la sanzione, che sarà infatti dimezzata, passando dal 30 al 15%, per i versamenti effettuati entro 90 giorni dalla scadenza. Le sanzioni edittali, ovviamente, potranno in ogni caso essere ridotte attraverso il ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del dlgs n. 472/97.

Compensazioni indebite di crediti spettanti. Verrà codificata la fattispecie di compensazione indebita di crediti esistenti.

Il contribuente che utilizza in misura superiore a quella consentita, oppure in violazione delle modalità stabilite dalla legge, un’eccedenza o un credito d’imposta esistenti, sarà punito con la sanzione del 30% dell’importo indebitamente utilizzato.

In proposito, nella relazione illustrativa è precisato che «anche nelle ipotesi in cui non si proceda al recupero del credito utilizzato, rimane fermo il recupero degli interessi dalla data di utilizzazione del credito a quella in cui il contribuente provveda a versare le sanzioni dovute», anche se non è chiaro come questa previsione dovrebbe concretamente applicarsi. A proposito di questa sanzione, è da osservare che, in base alla formulazione letterale, parrebbe possibile la definizione agevolata con il pagamento di un terzo; l’art. 17, comma 3, del dlgs n. 472/97, infatti, esclude dalla definizione agevolata le sanzioni per omesso versamento delle imposte, anche se risultanti dalle liquidazioni ex artt. 36-bis e 36-ter del dpr 600/73 e 54-bis del dpr n. 633/72, fattispecie previste nei primi due commi del nuovo art. 13, mentre l’indebita compensazione di crediti esistenti sarà prevista nel comma 4.

Compensazioni di crediti inesistenti. L’utilizzo in compensazione di crediti inesistenti, invece, resterà punibile con la sanzione dal 100 al 200%, come già previsto dall’art. 27, comma 18, del dl n. 185/2008, del quale non viene però recepita la sanzione nella misura massima qualora l’importo compensato sia superiore a 50 mila euro nell’anno solare. È confermata inoltre la preclusione della definizione agevolata, nonché l’interpretazione dell’amministrazione finanziaria diretta a escludere le sanzioni in esame nel caso in cui l’inesistenza del credito sia rilevabile attraverso la liquidazione o il controllo formale delle dichiarazioni, applicandosi in tal caso la sanzione del 30%.

Garanzie dovute nella liquidazione Iva di gruppo. Sarà colmato il vuoto normativo in ordine agli effetti delle irregolarità in materia di presentazione delle garanzie nell’ambito della liquidazione Iva di gruppo. In proposito, viene previsto che se la società controllante presenta la garanzia con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale, si applica la sanzione da 1.000 a 4 mila euro. Al di fuori di questa ipotesi, la presentazione delle garanzie per le eccedenze di credito compensate con ritardo superiore a 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione annuale sarà punita con la sanzione del 30%.

Reato di omesso versamento Iva. La soglia di punibilità penale dell’omesso versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale passerà da 50 mila a 250 mila euro per ciascun periodo d’imposta.

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