Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Fisco, la tregua è finita. Da lunedì scatta l’ingorgo

Tasse a settembre causa Covid. È questa la richiesta espressa dai commercialisti italiani in una lettera aperta al premier Conte e al ministro dell’Economia Gualtieri. La pandemia globale ha scatenato un effetto a catena anche in campo fiscale con una sequela di rinvii, sospensioni e nuovi calendari che hanno generato «l’ingorgo di luglio».

Nei prossimi 15 giorni infatti sono previsti 246 adempimenti, troppi in troppo poco tempo. I professionisti dovranno fronteggiare le richieste di circa 4,5 milioni di partite Iva ecco perché chiedono un rinvio al 30 settembre. In realtà la scadenza del 20 luglio è già figlia di un rinvio: il Dpcm di giugno aveva già disposto una proroga del versamento di imposte e contributi per i titolari di partita Iva previsto per la fine di giugno. Ma potrebbe non bastare. «L’anno scorso — ricorda Massimo Miani, presidente dei commercialisti —è bastato un ritardo della Pubblica amministrazione nell’elaborazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) perché venisse disposta una proroga di tre mesi (al 30 settembre 2019) per i versamenti delle imposte sui redditi e Irap risultanti dalle dichiarazioni. Quest’anno la pandemia da Covid-19, due mesi di lockdown e la più grande crisi economico-finanziaria dal dopoguerra ad oggi non sono bastati per fare come minimo altrettanto».

Il nodo sta proprio in quel 20 luglio che è la punta massima delle scadenze mensili. Prima di lunedì prossimo bisognerà decidere come procedere. Una consistente apertura al rivio della scadenza arriva da Giovanni Currò, M5S, membro della Commissione Finanze della Camera: «Siamo sempre stati attenti alle esigenze dei contribuenti e dei professionisti riguardo il rinvio delle scadenze fiscali: la priorità è la proroga ulteriore delle scadenze fiscali. Il ministro Gualtieri ha deciso di farsi carico in prima persona della questione. La palla adesso passa a lui e non ci resta che fidarci del ministro. E sono fiducioso che riuscirà a proporre soluzioni, come ad esempio un azzeramento degli interessi o la concessione di più rate per il pagamento».

Attenzione però perché il tempo stringe. «La proroga — ricorda Miani — dovrà essere annunciata con il massimo anticipo possibile rispetto alla data del 20 luglio, risolvendosi altrimenti un eventuale intervento successivo a tale termine nel solito ingiustificato “premio” a esclusivo vantaggio dei contribuenti meno rispettosi delle scadenze».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa