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Fisco, la delega sarà irretroattiva

Le norme di attuazione della delega per la riforma fiscale non potranno essere retroattive. E dalla revisione del catasto non potrà scaturire un aggravio dell’Imu per i contribuenti. Sono queste due delle modifiche apportate dalla commissione finanze della camera al ddl delega. Mentre si lavora per introdurre, con un emendamento alla delega fiscale, delle forme di progressività dell’Imu. Una quindicina gli emendamenti approvati finora, che intervengono sui primi due articoli del provvedimento. In particolare, con una proposta del relatore Alberto Fluvi (Pd), tra i principi generali ai quali il governo dovrà conformarsi nel rendere operativa la delega viene aggiunto il rispetto dell’articolo 3 dello Statuto del contribuente: disposizione che prevede l’irretroattività delle norme tributarie. Inoltre, i dlgs attuativi dovranno coordinarsi con la disciplina del federalismo fiscale dettata dalla legge n. 42/2009.

Nella giornata di ieri dunque il relatore Fluvi ha spiegato di star lavorando, recependo la proposta, formulata dall’ex sottosegretario all’economia Luigi Casero (Pdl), a forme di «progressività» dell’Imu, tenendo in considerazione reddito e stato di bisogno di «famiglie o pensionati maggiormente in difficoltà». L’emendamento sarà presentato oggi in commissione finanze, a Montecitorio. Accantonate al momento le questioni più delicate, come quella sul fondo per tagliare le tasse e le nuove norme sull’abuso del diritto, fa sapere il presidente dell’organismo parlamentare Gianfranco Conte (Pdl), si punta a chiudere i lavori «al massimo venerdì», poiché il testo è atteso in aula il 10 ottobre. «Partendo dal presupposto che la rendita dell’immobile soggetto al pagamento dell’imposta è un dato oggettivo, si può ragionare, e lo stiamo facendo, sull’ipotesi di introdurre una differenziazione relativamente al carico familiare, o alla condizione reddituale del contribuente, stabilita attraverso l’Isee», dichiara a ItaliaOggi Fluvi, rammentando che «già nella norma di istituzione dell’Imu, del resto, è comunque compresa una detrazione in base ai figli». Cantiere aperto, inoltre, sulla riforma del catasto: «È in corso una riformulazione che parte dall’aggiornamento delle rendite e dei valori immobiliari, poiché i precedenti sono riconducibili alla fine degli anni 80. Sto unificando in un testo i molti emendamenti depositati che prevedono l’invarianza di gettito, quindi nessun incremento della tassazione. È bene precisare che si dà vita ad un processo», aggiunge il relatore, «che, probabilmente, durerà quattro o cinque anni, perché occorrerà ridefinire la rendita di milioni di immobili». Quanto all’abuso del diritto, «vedremo come andrà a finire, intanto sono già stati dati pareri negativi alle proposte che puntavano a reintrodurre nell’art. 5 della delega l’irrilevanza penale». Nel frattempo, non saranno toccate le detrazioni per redditi da lavoro (dipendente e autonomo) e pensioni: a stabilirlo un emendamento del centrosinistra, passato con il placet dell’esecutivo. Nascerà, poi, (ma senza gettoni di presenza, né rimborsi spese) una commissione presso il ministero dell’economia incaricata di stilare un rapporto annuale sull’evasione fiscale, composta al massimo da 15 membri, indicati dallo stesso dicastero di via XX Settembre, dall’Istat, da Bankitalia e da altre amministrazioni. Intanto nella notte di lunedì sono passati ritocchi anche all’articolo 2 della delega, recante la revisione del catasto fabbricati. Con un emendamento proposto da alcuni deputati del Pd (primo firmatario Marco Causi) viene garantita «l’invarianza del gettito delle singole imposte il cui presupposto e la cui base imponibile sono influenzati dalle stime di valori patrimoniali e rendite». L’obiettivo è far sì che i contribuenti non vedano appesantirsi ulteriormente sia l’Imu sia le imposte sui trasferimenti immobiliari. A tale scopo potranno essere previste modifiche delle aliquote, nonché delle eventuali detrazioni, deduzioni e franchigie. Novità pure per gli immobili di interesse storico e artistico: la riforma degli estimi catastali dovrà tenere conto degli oneri di manutenzione che gravano sui proprietari e dei vincoli legislativi alla disponibilità dei beni. La rideterminazione delle rendite, pertanto, dovrebbe essere più «leggera». Infine, con un emendamento promosso da Massimo Marchignoli (Pd), viene introdotta un’altra norma pro-contribuenti: I proprietari degli immobili potranno chiedere all’Agenzia del territorio una rettifica dei nuovi valori e l’ufficio sarà obbligato a fornire una risposta entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza (ferma restando la possibilità, qualora il contraddittorio preventivo non andasse a buon fine, di proporre ricorso in commissione tributaria).

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