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Fisco e Inps alert del fallimento

Agenzia delle entrate, Inps e Equitalia diventano sentinelle obbligate a spifferare al tribunale quando il debito dell’imprenditore raggiunge livelli di guardia: partirà un segnale di allarme che l’imprenditore dovrà gestire. Inoltre andrà garantito un premio all’imprenditore che in caso di crisi della sua azienda porterà i libri in tribunale: sarà esonerato dalla bancarotta semplice, avrà diminuzioni di pena per gli altri reati e potrà beneficiare sconti sugli interessi per i debiti fiscali.
Sono le novità del disegno di legge delega sulla riforma della disciplina della crisi di impresa (atto camera n. 3671-bis, risultante dagli emendamenti approvati in commissione giustizia alla camera). Ma vediamo le principali novità contenute nell’ultima versione della legge che delega il governo a riscrivere per intero le regole di quello che oggi si chiama fallimento.

Le procedure di allerta. La filosofia di questo nuovo istituto è intervenire il più in fretta possibile, quando si manifesta la crisi, e accompagnare l’impresa fuori dal tunnel. Il protagonista è l’organismo di composizione della crisi, che individua un esperto e vede se si può trovare un accomodamento con i creditori. Senza il clamore di una procedura giudiziale. Tanto che il giudice, l’imprenditore ed eventualmente i revisori potranno vedersi anche fuori dal tribunale. E ancora, per proteggere la dichiarata natura confidenziale della procedura, la stessa non si applica alle società quotate (qualche notizia potrebbe sfuggire con ripercussioni negative sul mercato finanziario che aggraverebbero la crisi).

Sentinelle. Per le procedure di allerta, un particolare ruolo sarà giocato dall’agenzia delle entrate, enti previdenziali e enti di riscossione. Devono segnalare prima al debitore e poi al tribunale gli inadempimenti di importo rilevante, per aprire la porta alla gestione della crisi. O, se va male, alle procedure liquidatorie. Starà al governo indicare quando l’inadempimento è rilevante. Tra l’altro questi creditori qualificati rischiano grosso se non fanno la segnalazione: i loro crediti sono squalificati e sono trattati come gli altri chirografari, senza privilegi. Altre sentinelle, ma interne, saranno gli organi di controllo societari, i revisori contabili e le società di revisione: tutti tenuti ad allertare l’organo amministrativo della società quando emergono fondati indizi della crisi, e, in caso di omessa o inadeguata risposta, a informare tempestivamente il presidente del tribunale.

Premio. Una vera e propria novità è rappresentata dalle norme premiali. L’attuale legge fallimentare non ha disposizioni in cui ci sono alcuni vantaggi per istigare a comportamenti virtuosi o di riduzione del danno. Un criterio della legge delega prevede misure premiali, sia di natura patrimoniale sia in termini di responsabilità personale, a favore dell’imprenditore che ha tempestivamente proposto l’istanza di composizione assistita dalla crisi o che ha tempestivamente chiesto l’omologazione di un accordo di ristrutturazione, o proposto un concordato preventivo o proposto ricorso per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale. Portare i libri contabili in tribunale viene favorito con alcuni benefici apprezzabili: causa di non punibilità per il delitto di bancarotta semplice e per gli altri reati previsti dalla legge fallimentare, quando hanno cagionato un danno patrimoniale di speciale tenuità; un’attenuante ad effetto speciale per gli altri reati; riduzione di interessi e sanzioni per debiti fiscali dell’impresa. La legge delega fissa un termine: non bisogna lasciar decorrere sei mesi dal verificarsi di determinati indici di natura finanziaria, in particolare, relativi al rapporto tra mezzi propri e mezzi di terzi, l’indice di rotazione dei crediti, l’indice di rotazione del magazzino e l’indice di liquidità.

Concordato preventivo. Il disegno di legge prevede l’ammissibilità di proposte che abbiano natura liquidatoria esclusivamente quando è previsto l’apporto di risorse esterne che aumentino, in misura apprezzabile, la soddisfazione dei creditori e, in ogni caso, è assicurato il pagamento di almeno il venti per cento dell’ammontare complessivo dei crediti chirografari. Una percentuale che nella prassi attuale è altissima.

Fallimento. Non si chiamerà più così, ma si chiamerà liquidazione giudiziale. Il curatore sarà il padrone dell’amministrazione, attribuendogli pieni poteri per il compimento degli atti sull’organizzazione e la struttura finanziaria della società, previsti nel programma di liquidazione. Anche se all’imprenditore insolvente si devono garantire i diritti di informazione, accesso e partecipazione, con possibilità di presa visione e di estrazione di copia, agli atti della procedura non coperti da segreto. Quanto ai creditori è programmata l’uscita di scena dei privilegi fondiari. La legge delega prevede per il debitore la possibilità di presentare domanda di esdebitazione subito dopo la chiusura della procedura e, in ogni caso, dopo tre anni dalla sua apertura, salvo ipotesi di frode o di malafede e purché abbia collaborato con gli organi della procedura.

Acquisto case. Il ddl per rafforzare il controllo sull’assolvimento del costruttore del rilascio di garanzie a chi compra case in costruzione, prevede che il preliminare di acquisto di un immobile da costruire o equivalente, deve essere fatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata (affidando al notaio di fatto il compito di vigilare sull’adempimento).

Antonio Ciccia Messina

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