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Fisco in blackout

L’Agenzia delle entrate è nel mezzo del labirinto dei dirigenti incaricati, ben lontana dal trovare un filo d’Arianna da seguire per trovare la via d’uscita. Neanche ieri, nonostante le molte pressioni da parte dell’amministrazione guidata da Rossella Orlandi, il consiglio dei ministri ha esaminato il provvedimento (che via Cristoforo Colombo vorrebbe d’urgenza) che risolva il nodo dei funzionari incaricati dichiarati illegittimi dalla sentenza della corte costituzionale lo scorso 17 marzo 2015.

Due mesi di fibrillazione negli uffici dell’amministrazione in cui neanche la videoconferenza della Orlandi convocata per placare gli animi ha sortito un qualche effetto. E non solo, acque agitate anche su un altro dossier che vede in prima linea l’Agenzia e il suo ruolo primario: il rinnovo del consiglio di amministrazione di Equitalia. Le nuove nomine, oggetto di un braccio di ferro che vede contrapposti due diversi visioni del futuro per la società di riscossione, sono state ulteriormente rinviate a metà giugno. Una mossa che alcuni giudicano nell’ottica di isolare sempre di più le posizioni dell’Agenzia, che vorrebbe un cambio di gestione sotto la propria ala, contrapposta a una linea che vede Palazzo Chigi disposto a passare Equitalia sotto la vigilanza del ministero dell’economia, rinnovando la fiducia all’uscente amministratore delegato Benedetto Mineo.

Ieri, tornando al tema funzionari incaricati, anche la sigla sindacale del Salfi ha invitato i suoi iscritti, come forma di pressione verso l’amministrazione e la politica, a presentare diffida nei confronti dell’Agenzia. In alcune direzioni regionali, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i funzionari ex dirigenti stanno pensando ad azioni dimostrative come la rimessione delle deleghe e la richiesta di tornare agli uffici di provenienza lasciando incarichi e mole di lavoro vacanti. Sempre ieri, a margine dell’audizione sui decreti attuativi della delega fiscale, il numero uno delle Entrate è tornata a lanciare un appello per trovare una soluzione alla questione degli oltre 1.200 funzionari dichiarati incostituzionali nel loro ruolo. Per la Orlandi, «l’Agenzia delle entrate è in un momento di difficoltà e rischia di perdere grandi professionalità. Abbiamo qualche difficoltà contingente perché c’è una necessità di una operatività piena», sottolinea la Orlandi confermando in tal modo la non operatività in cui di fatto si stanno trovando gli uffici fiscali. «Non si mettono in atto strumenti come la cooperative compliance se non si hanno professionisti di altissimo livello. Altrimenti, ha affermato Orlandi a margine di un’audizione in senato, «ci sarebbero dei rischi enormi. Conto sull’altissima professionalità dei miei colleghi, certo siamo in un momento di difficoltà e queste professionalità rischiamo di perderle».

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