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Fisco in banca a caccia di evasori

di Dino Pesole

«Al posto del contributo di solidarietà avremo un contributo dall'evasione». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha commentato così ieri in Senato il nuovo pacchetto di emendamenti alla manovra di Ferragosto, che riscrive le misure fiscali della manovra. Le nuove misure compensano il mancato gettito (3,8 miliardi a regime) del «contributo di solidarietà» del 5% sui redditi oltre i 90mila euro e del 10% oltre i 150mila euro, che esce definitivamente di scena.

Le novità sono molteplici. In primo piano l'introduzione dell'obbligo per i contribuenti di segnalare in dichiarazione dei redditi le banche e gli operatori finanziari presso cui si effettuano le operazioni. Su questa base, l'Agenzia delle Entrate predisporrà «specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo». Si punta dunque a rafforzare le verifiche attraverso il canale bancario, così da rendere più cogente il ricorso al redditometro e all'accertamento sintetico del reddito dei contribuenti ritenuti a maggiore rischio di evasione. Una misura che per Tremonti dovrà agire soprattutto sotto il profilo della deterrenza. Gettito previsto dall'obbligo di indicare gli operatori finanziaria 145 milioni nel 2012-2014, mentre l'elaborazione delle liste selettive consentirà di incassare 156,2 milioni nel 2012, 545,7 nel 2013 e 665,4 nel 2014 1,3 miliardi.

Le imprese e gli esercizi che utilizzano «strumenti di pagamento diversi dal contante» potranno avere uno sconto sulle sanzioni, in caso di violazione delle dichiarazioni Irpef e Iva. Gli incassi effettivamente realizzati dai Comuni nella lotta all'evasione verranno attribuiti non più al 50% come previsto dal decreto legislativo sul fisco municipale, ma nella totalità. Sarà un decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell'Economia, a stabilire criteri e modalità per la pubblicazione sul sito del comune delle dichiarazioni dei redditi, «anche con riferimento a determinate categorie di contribuenti». In tal modo – ha osservato Tremonti – la collaborazione dei comuni diverrà «effettiva, necessaria e non solo teorica. Abbiamo 8mila comuni e 4 milioni di partite Iva, molte auto di lusso rispetto a quanto viene riportato nelle dichiarazioni dei redditi».

Si punta altresì a rafforzare la lotta all'evasione sotto il profilo della rilevanza penale: qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a tre milioni di euro, non verrà applicata la sospensione condizionale della pena contemplata nell'articolo 163 del codice penale. In sostanza, potrebbero aprirsi le porte del carcere. La stima è di 210 milioni di maggiori entrate nel 2012, 457,5 nel 2013 e 407,5 nel 2014.

Quanto alle società di comodo, si conferma la stretta annunciata nei giorni scorsi attraverso una maggiorazione del 10,5% della relativa aliquota Ires. L'emendamento del governo precisa che tale incremento di tassazione si applicherà al reddito «imputato per trasparenza». La stretta "vale" 25,1 milioni di maggior gettito nel 2012, 33,5 milioni nel 2013 e 33,5 milioni nel 2014. Le società che presentino dichiarazioni in perdita fiscale per tre anni consecutivi saranno considerate inoltre «non operative». Chiaro anche in questo caso l'intento antielusivo perché di fatto scatterà l'equiparazione alle società di comodo, con un maggior gettito stimato in 622,3 milioni nel triennio 2012-2014.

Sono in arrivo al tempo stesso norme antielusive più stringenti per i casi di «concessione di godimento di beni dell'impresa a soci a familiari». Per l'omissione della comunicazione sarà applicata una sanzione del 30%, e l'Agenzia delle Entrate potrà «controllare sistematicamente» la posizione di quanti abbiano utilizzato i beni «concessi in godimento ai fini della riscostruzione sintetica del reddito». I costi relativi ai beni d'impresa ceduti a soci e familiari dell'imprenditore, per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato del diritto di godimento, non saranno in ogni caso ammessi in deduzione del reddito imponibile. Si stima nel totale un maggior gettito di 148,6 milioni sempre nel triennio 2012-2014.

Per quel che riguarda le cooperative, sale dal 30 al 40% la tassazione sugli utili accantonati a riserva. Per le cooperative di consumo si passa dal 55 al 65 per cento. Stando alla relazione tecnica, si avrà un maggior gettito di 46,2 milioni nel 2012, 61,7 milioni nel 2013 e 61,7 milioni nel 2014.

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