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Fisco, i paletti di Franco: “Attenzione ai conti”

Altolà del ministro dell’Economia Daniele Franco sulla riforma fiscale: va fatta con «equilibrio dei conti pubblici». Il responsabile del dicastero di via Venti Settembre, parlando ieri all’assemblea dell’Abi, ha annunciato che il governo sta lavorando e che entro fine mese l’esecutivo presenterà «un disegno di legge delega che userà il rilevante lavoro compiuto in Parlamento» e ha aggiunto che l’obiettivo sarà quello di un «sistema più semplice e più coerente con le esigenze del sistema produttivo e meno oneroso». Il monito di Daniele Franco arriva dopo le valutazioni fatte nei giorni scorsi dalla “Voce.info” che ha sottolineato la mancanza delle coperture nelle proposte fiscali messe a punto nelle Commissioni parlamentari dalla larga maggioranza che sostiene Mario Draghi. Ieri sul tema è intervenuta anche la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra, di Leu, che ha detto: «La proposta delle Commissioni costerebbe non meno di 40-60 miliardi». L’esponente governativa, professoressa di Scienza delle Finanze, ha aggiunto di non ritenere «pensabile» una riduzione della pressione fiscale dell’entità ipotizzata dalle Commissioni, visto il nostro elevato debito pubblico e la salvaguardia del welfare. Guerra invita anche, sulla scia delle proposte di Leu, a valutare l’introduzione di una patrimoniale progressiva e personale con una soglia di esenzione «abbastanza ampia » evitando di tassare la prima casa e i piccoli depositi.La caccia alle risorse dunque è cominciata anche se la tempistica dovrebbe portare alla fase operativa dei decreti attuativi non prima del prossimo anno. Così la partita decisiva si giocherà nella legge di Bilancio 2022 il prossimo autunno. In ballo anche la possibilità di finanziare parte della riforma in deficit se le risorse che il governo potrà mettere a disposizione potrebbero non allontanarsi dai 10-15 miliardi complessivi. In questo caso la crescita del Pil potrebbe aiutare il processo che comunque dovrà restare entro un «equilibrio», seppure «prospettico ». Secondo Daniele Franco quest’anno «ci sarà una crescita prossima al 2 per cento nel secondo semestre e già oggi un recupero del Pil pari o superiore al 5 per cento appare raggiungibile».Il ministro dell’Economia si è anche soffermato sul Recovery Plan. «Rappresenta un’occasione importante per dare impulso al Paese – ha detto – ma non deve essere considerato la panacea per tutti i ritardi della nostra economia». Tutti i ministri – ha concluso – sono impegnati a completarlo nei tempi e nelle modalità previste, ma serve «uno sforzo corale anche da parte delle istituzioni e del settore privato».

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