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Fisco Gdf, attacco al finto export

di Marco Mobili

Vale quasi quanto due "manovre di Natale": 50,6 miliardi tra i ricavi e i costi deducibili occultati al Fisco, cui si sommano 8,2 miliardi di Iva non versata.

E di questi ultimi circa 2 riguardano nuovi fenomeni evasivi come l'export con le false cessioni all'estero: beni che invece di essere destinati ai mercati esteri sono venduti sul territorio nazionale senza applicare l'Iva. Non solo. Dal libro nero dell'evasione stanata dalla Guardia di finanza nel 2011 emergono anche 7.500 evasori totali e 12.000 lavoratori in nero di cui 2.500 extracomunitari.

L'evasione è «una realtà complessa che va affrontata sul piano sistematico», ha detto domenica scorsa al Sole 24 Ore il Comandante generale, Nino Di Paolo, nell'anticipare il bilancio 2001 dell'attività svolta dalla Fiamme Gialle. E nel sottolineare come il clima sia ora cambiato e che i "verificatori" ora si sentano meno soli, Di Paolo ha evidenziato che «la lotta all'evasione, così come quella alla criminalità economica, è un bond a rendimento certo ed elevato su cui investire».

Il bilancio 2011 sembra dargli ragione, almeno scorrendo i numeri. Gli evasori totali scoperti sono stati 7.500. Si tratta di imprese e lavoratori autonomi che hanno occultato redditi per oltre 21 miliardi non avendo mai presentato dichiarazioni annuali.

Altri filoni di indagine ad alto rendimento sono state le frodi e l'evasione internazionale. Sul fronte delle frodi e dei reati tributari, la Guardia di finanza nel 2011 ha denunciato complessivamente 12.000 soggetti per aver usato fatture false (1981 violazioni), non aver pagato l'Iva (402 casi), avere omesso la dichiarazione dei redditi(2000 violazioni) o distrutto/occultato la contabilità (oltre 2000 casi). E nei confronti di chi si è macchiato di reati fiscali la Guardia di Finanza ha operato sequestri per oltre 902 milioni di euro.

Sul fronte fronte dell'evasione fiscale internazionale, i redditi non dichiarati scoperti dalle Fiamme Gialle ammontano a circa 11 miliardi di euro. A finire sotto la lente della Guardia di Finanza sono stati i trasferimenti "di comodo" delle residenze di persone e società nei paradisi fiscali e lo spostamento oltre confine di capitali per evitare il prelievo in Italia. Come anticipato da Di Paolo, nel solo bimestre ottobre/novembre 2011 la Gdf ha registrato 474 infrazioni per il trasporto di denaro al seguito intercettando 10 milioni di euro. Sempre sul fronte internazionale un filone che nel 2011, come detto, ha dato ottimi risultati in termini di recuperi è stato quello delle frodi Iva per le finte cessioni all'esportazione. Con i beni che, una volta rivenduti sul mercato italiano, oltre a ridurre il gettito fiscale sul fronte Iva e su quello delle imposte dirette, aumentano i falsi crediti Iva e producono concorrenza sleale.

In termini di risultati la Guardia di finanza ha scoperto 1,8 miliardi di euro di Iva evasa e 7 miliardi di basi imponibili sottratte a tassazione. I soggetti denunciati per reati tributari sono stati complessivamente 2.500.

La più nota di queste frodi è quella definita "carosello" che spesso si concentra su beni come autovetture, telefonini e beni "hi-fi". Anche su questo fronte la battaglia sul finto export è un mix di "fiuto" degli investigatori e di utilizzo delle banche dati. A partire da quella comunitaria Vies con i modelli Intrastat, cui si aggiungono l'applicativo «Merce» con i dati relativi agli scambi commerciali con operatori di Paesi comunitari e non, e la procedura «Webintelligence – Dichiarazioni d'intento», che permette di acquisire i dati delle comunicazioni relative alle lettere d'intento che gli esportatori abituali consegnano ai loro fornitori e prestatori.

Sulla piattaforma Radar (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) la stessa Gdf può effettuare analisi mirate nella sezione "Operatori di import-export". Dall'incrocio dei dati effettuato dai reparti speciali della Gdf con il progetto "Plutone", ad esempio, sono state effettuate 300 verifiche sul campo con un recupero a tassazione di 700 milioni di euro di imposte sui redditi e 85 milioni di euro di Iva.
 

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