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Il Fisco controlla chi non risponde

Qualità nei controlli, maggiore ricorso al ravvedimento spontaneo e contraddittorio preventivo: sono queste le principali linee guida diramate dalla direzione centrale accertamento dell’agenzia delle Entrate. Il 18 novembre scorso, il ministro dell’Economia ha tracciato le linee direttive per la politica fiscale e tributaria per il triennio 2017-2019 chiedendo alle istituzioni dell’amministrazione di attuare consistenti cambiamenti in merito alla governance e al coordinamento del sistema fiscale, alla strategia di compliance e al sistema di riscossione dei tributi. L’Agenzia ha così fornito ai propri uffici le indicazioni per il 2017.

Voluntary disclosure
I termini della procedura di collaborazione volontaria sono stati riaperti per la presentazione di nuove istanze fino al 31 luglio 2017, con possibilità di integrare le medesime istanze, di produrre la documentazione a corredo ed effettuare il versamento della prima o dell’unica rata entro il 30 settembre 2017.
Per quanto riguarda le attività da pianificare nel prossimo esercizio, nella nota, l’Agenzia suggerisce di avviare le ordinarie attività di controllo con la massima celerità sin dai primi giorni dell’anno evitando la concentrazione delle stesse nell’ultimo quadrimestre.

Tax compliance
Già nel 2016 sono state inviate comunicazioni per informare i contribuenti di possibili errori contenuti nelle dichiarazioni presentate, invitandoli alla correzione attraverso l’integrativa, oltre che alla regolarizzazione dei versamenti. Fin dai primi mesi del 2017, saranno inviate nuove e più numerose comunicazioni e gli Uffici territoriali dovranno destinare risorse adeguate per assicurare una qualificata assistenza e consulenza ai contribuenti. In tale contesto, nel primo trimestre del 2017 saranno controllate le posizioni dei soggetti che non hanno giustificato le anomalie, non hanno corretto gli errori o le omissioni. In particolare per le anomalie relative agli studi di settore, la direzione centrale invierà delle liste di soggetti graduati in base a criteri di rischio. Più in generale poi le banche dati a disposizione degli uffici, consentono di incrociare i dati dichiarativi con i dati di bilancio, lo spesometro e altre informazioni provenienti da fonti terze (Inps ecc.) consentendo così di intercettare, ad esempio, chi può aver effettuato acquisti da un fornitore che non risulta aver presentato la dichiarazione o che ha cessato la partita Iva. Gli uffici potranno poi scegliere le modalità istruttorie più idonee da utilizzare, come accessi brevi, accessi mirati, verifiche, inviti e questionari, indagini finanziarie ecc. Nella nota è poi precisato che le Direzioni Provinciali dovranno programmare l’attività affinché presso l’opinione pubblica si comprenda che dalla mancata risposta alle comunicazioni, anche in termini di mancato ravvedimento operoso, consegue un elevato rischio di essere sottoposti a controllo.

Imprese medio-grandi
Particolare attenzione verrà posta nella qualità delle verifiche e accertamenti nei confronti delle imprese medio-grandi (con volume d’affari, ricavi o compensi dichiarati compresi tra 25.822.845 euro e 99.999.999 euro). Tale obiettivo potrà essere conseguito con il contributo delle Direzioni regionali che dovranno coadiuvare le Direzioni provinciali nell’attività di analisi dei soggetti da sottoporre a controllo nonché nell’effettuazione dell’istruttoria esterna.

Atti da registrare
Sarà programmato un numero di controlli degli atti e delle dichiarazioni soggette a registrazione, atteso che, negli ultimi anni, c’è stata una consistente diminuzione del numero degli atti sottoposti a registrazione.

Contraddittorio preventivo
Va salutato favorevolmente l’invito rivolto dall’Agenzia ai propri uffici di garantire l’effettiva partecipazione del contribuente al procedimento di accertamento, sia nella fase istruttoria sia nell’ambito degli istituti definitori della pretesa. È stato così ricordato che il contraddittorio preventivo rappresenta un momento fondamentale del procedimento anche per la realizzazione della “compliance”.

Antonio Iorio

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