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Fisco, contano anche le minori entrate del contribuente

L’accertamento presuntivo di un maggior reddito basato sul possesso e mantenimento di determinati beni, quale motivo giustificativo deve considerare anche le eventuali minori entrate del contribuente; in difetto sarebbe leso il principio costituzionale dell’effettiva capacita contributiva (articolo 53). In definitiva, lo scostamento tra il reddito sintetico e quello dichiarato può essere giustificato e superato dimostrando di aver conseguito minori guadagni per una determinata ragione. Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale delle Marche nella sentenza n.314/2021 del 23 marzo scorso. Le Entrate di Macerata avevano notificato un accertamento sintetico con cui intendevano rideterminare il reddito imponibile del contribuente in considerazione del possesso e mantenimento di alcuni beni ex articolo 38 dpr n.600/73; l’ufficio finanziario riteneva che, ai fini dell’accertamento sintetico, una maggiore capacità contributiva potesse essere superata solo con il conseguimento di redditi esenti o già tassati, quali smobilizzi patrimoniali, finanziamenti da economie terze, eredità o vincite; e non potesse essere giustificato, invece, dal conseguimento di minori guadagni. I giudici regionali, confermando quanto già stabilito dal collegio provinciale di prima istanza, hanno ritenuto erroneo tale assunto; «si tratta di una interpretazione assolutamente distante dal criterio ermeneutico di maggiore aderenza al dettato costituzionale». Sostenere che le minori entrate non siano da considerare nell’accertamento (presuntivo) dei redditi ai fini delle imposte sui redditi significa ledere il principio dell’effettiva capacità contributiva previsto dall’articolo 53 della Costituzione. Nella sentenza si legge che «per principio costituzionale della reale capacità contributiva previsto dalla Carta costituzionale, i metodi induttivi mirano nient’altro che ad accertare l’effettiva «ricchezza» imponibile dei contribuenti». Ogni altra conclusione sarebbe manifestamente incostituzionale. Ed ecco perché i contribuenti, a fronte di strumenti presuntivi, hanno « ( …) l’onere di dimostrare che il reddito presunto, accertato in base agli strumenti applicati: redditometro, studi di settore, eccetera, non esiste o esista in misura inferiore ( … ) «. Annullando definitivamente l’atto impugnato la Commissione regionale ha condannato l’ufficio alle spese di lite quantificate in . 1.350,00 oltre oneri aggiuntivi.

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