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Fisco, concorrenza e welfare Si allungano i tempi delle riforme

Rinvio per tre provvedimenti chiave del governo Draghi per accompagnare l’attuazione del Recovery Plan. Per fisco, concorrenza e ammortizzatori sociali i tempi si allungano. Camminano invece più spediti i decreti Semplificazioni, con appalti e misure per velocizzare le autorizzazioni, e il provvedimento sulla Pubblica amministrazione. Il Semplificazioni, dopo l’approvazione della Camera, attende il via libera con fiducia al Senato (scadrebbe il 30 luglio); mentre il decreto sulla Pubblica amministrazione, che scade il 9 agosto, è all’esame di Palazzo Madama e sarà inviato blindato alla Camera.Il rischio di uno stallo c’è: nelle ultime settimane il confronto sul Sostegni bis, con i suoi 40 miliardi di aiuti e il nodo del blocco dei licenziamenti, ha catalizzato l’attività di governo: anche se mancano ancora 80 provvedimenti attuativi attesi per l’autunno. A complicare l’attività dell’esecutivo c’è la mina delle ultime settimane: la variante Delta e le decisioni da prendere su Green pass e scuole, oltre alle posibili conseguenze sulla ripresa sull’economia, lanciata verso una crescita del Pil del 5% ma condizionata dalla nuova onda del virus. Fatto sta che il cronoprogramma delle riforme previste dal governo e pretese dall’Europa per accompagnare il Recovery Plan – rischia di subire dei rallentamenti.La sorpresa più recente arriva dal provvedimento sulla concorrenza, previsto per giugno-luglio, che secondo quanto emerge dal ministero per lo Sviluppo economico, guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti, poterebbe slittare a settembre. Tre almeno i pilastri, e tutti fonte di divisione tra i partiti: grandi concessioni pubbliche (autostrade, telecomunicazioni); concessioni diffuse come il demanio marittimo sulle quali grava la celebre Bolkestein; ed infine la moltitudine dei servizi pubblici locali, dai trasporti all’acqua, in molti casi al centro della prossima campagna elettorale amministrativa di autunno.Una serie di argomenti che rendono complessa la mediazione tra la spinta di Palazzo Chigi, dove siede il consigliere economico pro-liberalizzazioni Francesco Giavazzi, e il mondo della vasta maggioranza.Ormai scontato il rinvio ad agosto, o forse più in là, della riforma fiscale. Posizioni troppo diverse tra i partiti per comporre una riforma organica senza contare i costi notevoli di una sommatoria di interventi prevalentemente no-tax nel momento in cui le risorse sono scarse. L’avvertimento di Daniele Franco, ministro del Tesoro, ha rimesso in riga le tendenze a porre a rischio i conti dello Stato e ora si parla di una delega che potrà essere approvata dalle Camere non prima della fine dell’anno come ha detto a Repubblica la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra. È ancora presto per valutare il costo di un intervento meno ambizioso, visto lo stato delle finanze pubbliche: anche se nella legge di Bilancio si potrebbe arrivare dai 3 miliardi di oggi a 10.Infine, gli ammortizzatori sociali: anche in questo caso il provvedimento sul welfare per il lavoro rischia di arrivare dopo Ferragosto salvo qualche accelerazione improvvisa e ferragostana. In realtà, il tema è quello di dotare di una sorta di cig, mutualistica e assicurativa, anche le imprese sotto i 6 dipendenti e le partite Iva.L’esperimento è stato fatto con successo nella drammatica esperienza del Covid, oggi si tratta di far diventare la misura più strutturale. Anche in questo caso il costo è elevato: si parla di 8 miliardi. Ieri il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che è impegnato sul dossier, ha incontrato i sindacati presentando un nuovo testo, ma i tasselli della vicenda Welfare sono molti: in ottobre scade il blocco dei licenziamenti di piccole imprese e partite Iva, e con il gennaio del prossimo anno scade anche quota 100 con il ritorno dello scalone che impedirebbe l’utilizzo di un cuscinetto anti crisi. Senza contare tutto il tema delle politiche attive del lavoro: «Bisogna collegare i nuovi ammortizzatori e le politiche attive», spiega Cesare Damiano, già ministro e presidente dell’Associazione Lavoro& Welfare.

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