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Il Fisco chiude per voluntary

Controlli fiscali chiusi per voluntary. Nel 2016 in Lombardia l’attività di liquidazione delle circa 63 mila istanze di collaborazione volontaria impegnerà gli uomini dell’Agenzia delle entrate a tal punto che le attività di verifica ordinaria su pmi, partite Iva, persone fisiche ed enti non commerciali subiranno flessioni fino al 90% rispetto a quelle programmate per il 2015. Un vero e proprio congelamento indiretto dei controlli fiscali che, considerato l’arrivo di una nuova procedura di collaborazione volontaria, potrebbe prolungarsi ben oltre il 31 dicembre 2016 (termine in cui l’Agenzia dovrà chiudere le pratiche voluntary). Gli avvisi di accertamento pianificati in materia di Irpef, Ires e Irap caleranno in tutte le Direzioni provinciali: -78% a Lecco, -54% a Brescia, -75% a Como, -31% a Cremona, -62% a Lecco, -77% a Lodi, -82% a Mantova, -78% e -81% nelle due direzioni di Milano, -78% a Monza e Brianza, -57% a Pavia, -77% a Sondrio e -75% a Varese. Le verifiche presso le sedi di aziende, lavoratori autonomi ed enti non profit scenderanno nelle direzioni più grandi con percentuali variabili tra il 30 e il 60%. Immutate invece le attività relative ai grandi contribuenti (imprese con volume d’affari superiori ai 100 milioni di euro). A diffondere i dati è la Usb pubblico impiego – Agenzie fiscali Lombardia, che nel riconfermare lo stato di agitazione dei lavoratori per una serie di questioni sindacali (tra cui anche il piano di razionalizzazione uffici da attuarsi entro la fine di quest’anno) sottolinea il calo di accertamenti e verifiche attesi. «Da un confronto tra i dati di budget del 2015 e del 2016 emerge una impressionante differenza in negativo di accertamenti e verifiche programmate, con tagli che arrivano a differenziali del 90%», evidenzia la sigla in una nota, «il che comporterà inevitabili conseguenze sia in termini di ordinaria lotta all’evasione sia in termini retributivi per le lavoratrici e i lavoratori». Va ricordato che la Lombardia, prima regione d’Italia per pil prodotto e quindi pure in termini di gettito fiscale (spontaneo e accertato), ha confermato la sua leadership economica anche nella campagna di voluntary disclosure del 2015: un’istanza su due è stata infatti trasmessa da contribuenti lombardi (63.580 domande sulle 129.565 complessive), per un totale di attività estere emerse di 27 miliardi di euro e un gettito atteso di almeno 1,8 miliardi. Una mole di lavoro enorme, da completare per legge entro il 31 dicembre 2016, che comporterà una brusca frenata dei controlli ordinari da attivare (va precisato che le attività in corso rimangono impregiudicate). Gli obiettivi assegnati alle Direzioni provinciali per il corrente anno segnano anche il «de prufundis» del redditometro: già spariti nel 2015 dagli obiettivi incentivati nelle Convenzioni con il Mef, gli accertamenti sintetici in programma sulle persone fisiche residenti in Lombardia sono appena 79, contro i 1.705 dell’anno precedente. Il calo medio a livello regionale è del 95%, con punte che arrivano all’azzeramento totale nelle province di Como, Lodi, Mantova, Milano 2 e Sondrio. Decremento significativo pure per gli accertamenti su piccole imprese e professionisti: se il budget 2015 prevedeva 14.155 lavorazioni, quello 2016 ne contempla 4.095. La riduzione è del 71%, con picchi del 96% nella Dp Monza e Brianza (da 1.300 a 50 accertamenti) e del 90% a Mantova (da 765 a 80), mentre le due Dp di Milano messe insieme passano da 4.000 a 1.400 accertamenti previsti (-65%).

Cristina Bartelli e Valerio Stroppa

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