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Fisco, black list da aggiornare

La prossima entrata in vigore dell’accordo bilaterale Italia-Svizzera comporterà una serie di importanti conseguenze sui rapporti fiscali tra i due paesi. L’effetto più immediato sarà l’equiparazione della Svizzera a un paese white list ai fini della procedura di Voluntary disclosure così come previsto dalla legge n. 186 del 15 dicembre 2014 (con le conseguenze riassunte nella tabella sottostante). Per quanto riguarda l’eliminazione della Svizzera dalle black list previste, ad altri fini, dalla legislazione fiscale italiana (black list persone fisiche di cui al dm 4 maggio 1999; black list Cfc di cui al dm 21 novembre 2001; black list indeducibilità componenti negativi di reddito di cui al dm 23 gennaio 2002), sarà necessario attendere appositi provvedimenti ministeriali di aggiornamento delle liste predette. Emanati tali provvedimenti la Svizzera non sarà più soggetta, per esempio, all’indeducibilità dei costi, alla tassazione per trasparenza secondo la disciplina cfc e, per le persone fisiche, non opererà la presunzione di redditività prevista dal dl 78/2009. Ai fini della voluntary disclosure l’accordo bilaterale (da firmarsi entro il 2 marzo) produrrà «immediatamente» una serie di conseguenze decisamente favorevoli per il contribuente che voglia aderire alla regolarizzazione. In particolare, le sanzioni irrogate per le violazioni della normativa sul monitoraggio saranno ridotte nella misura della metà del minimo (ove ricorrano specifiche condizioni come indicato nella tabella sottostante) o nella misura del minimo ridotto di un quarto (in tutti gli altri casi). Tali sanzioni potranno usufruire dell’ulteriore riduzione di un terzo a seguito dell’applicazione di eventuali istituti deflativi del contenzioso. Per fare un esempio, la sanzione minima per le violazioni sul monitoraggio è stabilita nella misura del 6% del valore delle attività non dichiarate. In caso di regolarizzazione la predetta sanzione potrebbe essere ridotta fino all’1% del valore di dette attività. Per quanto riguarda invece la regolarizzazione dei redditi sottratti a tassazione, rimane fermo l’obbligo di versare le imposte dovute a suo tempo. Tuttavia le relative sanzioni subiscono una prima riduzione a un quarto del minimo edittale per effetto della normativa in commento, e possono essere ulteriormente ridotte fino a 1/6 in caso di acquiescenza all’accertamento. Infine, la sanzione così determinata, potrebbe essere ridotta nuovamente in caso di applicazione del cumulo giuridico. Per esempio, in caso di infedele dichiarazione le sanzioni potrebbero essere irrogate nella misura del 25% dell’imposta non versata. Detta sanzione, come già scritto, potrebbe subire ulteriori sensibili riduzioni in applicazione del cumulo giuridico.

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