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Fisco all’esame Sezioni Unite

Fisco all’esame delle Sezioni Unite. Nel secondo semestre del 2014 si contano almeno nove controversie tributarie rilevanti su cui la Cassazione ha chiesto l’intervento delle Sezioni Unite. A dimostrazione del fatto che le regole fiscali non sono proprio di facile interpretazione.

L’Iva

L’ultimo caso, in ordine di tempo, risale a lunedì 17 novembre, quando è stata depositata l’ordinanza n. 24432 con la quale la sesta sezione civile ha rimesso alle Sezioni Unite una questione legata alle prestazioni professionali. Le Sezioni Unite dovranno ora decidere se le prestazioni svolte dai professionisti incassate successivamente alla cessazione dell’attività siano o meno rilevanti ai fini Iva. Sempre in tema Iva qualche settimana fa è stato chiesto l’intervento delle Sezioni Unite per chiarire se la detrazione derivante dalle registrazioni periodiche, spetti anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione.
I controlli
Ma le problematiche su cui le sezioni della Cassazione hanno richiesto l’intervento delle Sezioni Unite sono molteplici: dai tempi a disposizione per le verifiche ai ricorsi fino ad arrivare ai crediti tributari. In particolare, nell’ordinanza del 5 novembre è stata rimessa alle Sezioni Unite una controversia sui rimborsi: la questione è se l’amministrazione finanziaria può controllare la spettanza del credito chiesto a rimborso anche oltre i termini ordinari di decadenza del potere di accertamento. Il capitolo accertamento, però, comprende anche il rinvio disposto dall’ordinanza 22902/2014 : in pratica la richiesta è stata quella di fare chiarezza sulla sufficienza dell’avviso bonario per rettificare il credito derivante da una dichiarazione omessa o se sia necessario un vero e proprio avviso. Una questione molto delicata che impatta da vicino sui controlli effettuati dall’amministrazione finanziaria e sulle successive difese del contribuente.
I «ricorsi»
Proprio per quanto riguarda la questione delle tutele in contenzioso, c’è da rilevare come una delle questioni portate di frequente all’attenzione del massimo consesso dei giudici di legittimità è quello dei ricorsi. A luglio la quinta sezione tributaria ha passato alle Sezioni unite la decisione sulla validità di una notifica del ricorso in Cassazione effettuata al domicilio eletto nel primo grado di giudizio.
È ancora in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite anche la questione oggetto dell’ordinanza del 29 ottobre scorso: in questo caso le Sezioni Unite della Cassazione sono state interpellate per decidere se il giudice di appello, dopo la sentenza di condanna in primo grado, nel dichiarare la prescrizione debba accertare incidentalmente la responsabilità dell’imputato al fine di confermare la confisca obbligatoria, o se l’estinzione del reato precluda la confisca.
Questioni, quindi, tutt’altro che di poco conto. Del resto, la funzione “chiarificatrice” delle Sezioni Unite ha dimostrato tutta la sua rilevanza in molteplici situazioni in ambito tributario. Una delle più?importanti in ordine di tempo è rappresentata dalla nullità dell’iscrizione di ipoteca senza il preavviso al contribuente e dall’affermazione dell’obbligo di contraddittorio nella fase precontenziosa o endoprocedimentale (sentenza 19667/2014).

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