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Fisco, addio a tax day e proroghe

Un calendario fiscale 2017 più certo per tutti i contribuenti che mandi in archivio lo stress da tax day con ventiquattro adempimenti in un giorno e la concessione di proroghe dell’ultimo minuto. Alla prima riunione del tavolo tecnico voluto dal viceministro all’Economia, Luigi Casero, si sono trovati tutti d’accordo sulla necessità di stabilire date e meccanismi certi sugli adempimenti fiscali del prossimo anno. La prima riunione di ieri è servita sia a tracciare una road map sia per un primo confronto sulle prospettive delineate dai rappresentanti di imprese e professionisti.
«L’obiettivo è di realizzare nei prossimi sei mesi – spiega il viceministro Casero al Sole 24 Ore – un calendario armonico di tutte le scadenze che tenga conto delle differenti esigenze di categorie, professionisti, conti pubblici e agenzia delle Entrate e soprattutto non preveda più tax day ingestibili e proroghe dell’ultima ora». In questo modo si potrebbe arrivare a veicolare gli interventi necessari facendoli salire in un provvedimento di legge entro fine anno. Proprio nell’obiettivo di procedere speditamente, le categorie sono state invitate a formalizzare le proprie proposte entro la fine della prossima settimana in vista di una seconda riunione da convocare poi a stretto giro magari già prima della pausa estiva.
Intanto si profilano le prime convergenze sull’ipotesi sia di spostare l’attuale termine dei versamenti dal 16 al 30 giugno con il mese luglio che sarebbe così “destinato” a chi paga con la maggiorazione (attualmente la quota è dello 0,40%) sia di prevedere un meccanismo automatico di slittamento dei termini nel caso di ritardi nella diffusione dei modelli dichiarativi o dei software per la compilazione. «L’ipotesi per i versamenti potrebbe essere quella di un termine fisso al 30 giugno – sottolinea il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec), Gerardo Longobardi – senza inglobare le imposte locali, su cui abbiamo bisogno di avere una lettura agevole delle delibere. Per questo sarebbe auspicabile uno standard unico». Su quest’ultimo punto da Confindustria è arrivata la proposta di realizzare un database standardizzato che contenga tutte le informazioni relative a imposte e addizionali degli oltre 8mila Comuni. Più in generale da viale dell’Astronomia si mette in evidenza l’importanza di arrivare quanto prima a una vera semplificazione degli adempimenti: solo da uno snellimento a monte degli obblighi tributari può discendere un calendario “armonico”. Tornando, invece, alle scadenze da rivedere i sostituti d’imposta chiedono più tempo per l’invio telematico delle certificazioni uniche alle Entrate, allo stato attuale fissato al 7 marzo.
Alle imprese fanno eco i consulenti del lavoro che chiedono di spostare da fine febbraio al 15 marzo anche la scadenza per la consegna della «Cu» ai dipendenti. A questo, si aggiunge la proposta di «modificare da 5 a 30 giorni il termine per il nuovo invio della dichiarazione in caso di scarto e di fissare a regime la data per la trasmissione telematica del modello 770 al 30 settembre» come precisa Sergio Giorgini, segretario del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.
Da Rete imprese Italia, oltre all’ipotesi dello spostamento dei versamenti dal 16 al 30 giugno e agli slittamenti automatici in caso di ritardi dell’amministrazione finanziaria, spicca la proposta di rivedere la maggiorazione dello 0,40% mensile agganciandola al saggio annuale di interesse legale attualmente dello 0,2% annuo. Per chi paga a rate le imposte, artigiani e commercianti rilanciano la “vecchia” proposta di una rateazione più lunga. In pratica, una dilazione anche fino a 11 mensilità.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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