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Fisco, in 36 nella lista nera Ue

Sono 36 le giurisdizioni che rischiano di finire all’interno della lista dei paesi non fiscalmente collaborativi. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dopo lo scandalo dei ParadisePapers il Gruppo del codice di condotta ha deciso di riaprire i lavori sulla black list fiscale incrementando il numero delle giurisdizioni al suo interno. Tre settimana fa, infatti, la decisione in merito alla composizione della black list fiscale, era chiara, e il numero delle giurisdizioni si aggirava intorno agli otto paesi. Il recente clamore mediatico, scatenato dai ParaisePapers ha fatto però riaprire la partita. Questo ha come conseguenza il fatto che, anche chi, come la Svizzera, pensava di essere scampata alla lista delle giurisdizioni non collaborative, ora, non ne ha più la certezza. Entro fine mese il Gruppo del codice di condotta deciderà i paesi che finiranno all’interno della black list, le contromisure economiche e il 5 dicembre renderà noti i nomi, durante l’Ecofin. Proprio su questo tema Oxfam ha pubblicato il report “la lista nera sfumata di grigio” dove, usando gli stessi criteri del Gruppo del codice di condotta (trasparenza, equità fiscale e la partecipazione a forum internazionali), stila una lista di 35 giurisdizioni che dovrebbero finire all’interno della lista dei paesi non fiscalmente collaborativi. Queste sono: Albania, Faroe Islands, Niue Anguilla, Former Yugoslav, Republic of Macedonia, Oman, Antigua e Barbuda, Gibraltar, Palau, Aruba Greenland, Serbia, Bahamas, Guam, Singapore, Bahrain, Hong Kong, Svizzera, Bermuda, Jersey, Taiwan Bosnia Erzegovina, Marshall Islands, Trinidad e Tobago, Isole Vergini, Mauritius, Emirati Arabi, Cook Islands Montenegro, Isole Vergini, Cayman Islands, Nauru, Vanuatu, Curaçao e Nuova Caledonia. Queste 35 giurisdizioni sono dunque emerse analizzano, i documenti sullo scambio di informazioni disponibili dall’Ocse, l’esistenza di una corporata tax pari allo zero, la presenza di regimi fiscali potenzialmente dannosi, come viene indicato dall’Ocse, e l’adesione o meno ai Beps (erosione della base imponibile e trasferimento degli utili). Oxfam ha deciso, anche, di estendere la sua indagine fiscale ai paesi Ue. Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda risultano dunque non in linea (fiscalmente) con i criteri usati dallo stesso Gruppo del codice di condotta per giudicare i 92 paesi extra Ue.

Giorgia Pacione Di Bello

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