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Il Fisco 2017 riparte da tre

Il fisco 2017 si fonderà su tre pilastri: taglio delle agevolazioni (tax expenditure), adempimenti spontanei (compliance) e riforma del processo tributario. Lo scrive, nero su bianco, la ragioneria generale dello stato nella nota integrativa del ministero dell’economia e delle finanze alla legge di bilancio 2017.

Nel documento si legge, infatti, che in coerenza con le priorità politiche definite per l’anno 2017, le direttrici strategiche di intervento guardano a: «azioni di semplificazione del sistema fiscale migliorando gli adempimenti tributari e riordinando le spese fiscali (tax expenditures)»; «compliance fiscale, promuovendo la cooperazione con gli altri attori istituzionali»; e, infine, «assicurare il supporto alla riforma complessiva della giustizia tributaria per garantire ai cittadini una giurisdizione più efficiente e tempi del giudicato più celeri».

Per quel che riguarda la riforma delle tax expenditure si mette al primo posto una riorganizzazione del sistema delle agevolazioni più volte annunciato. Nel documento si sottolinea che dovranno essere considerati gli effetti del gettito e quelli distributivi sui contribuenti nonché l’adozione delle misure fiscali atte a rafforzare le leve per la competitività delle imprese guardano a internazionalizzazione e attrazione degli investimenti esteri.

La compliance fiscale, poi, dovrà essere potenziata favorendo, si legge nel documento: «l’incrocio sinergico delle banche dati e proseguire le attività di supporto alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale, anche a livello internazionale». Infine torna in primo piano la riforma del contenzioso tributario e diventa una delle priorità della politica fiscale del prossimo triennio.

Scendendo più nel dettaglio delle voci di spesa del dipartimento delle finanze, e confrontando le stesse con il documento 2016, il borsellino del dicastero guidato da Pier Carlo Padoan si apre, aumentando le previsioni degli stanziamenti, proprio per le voci di rafforzamento della semplificazione fiscale e per quello del contrasto all’elusione fiscale internazionale. Nel 2016, quest’ultima voce, ad esempio, in cui è ricompresa anche la compliance (e cioè il miglioramento della fedeltà fiscale dei contribuenti attraverso il loro adempimento e correzione spontanea degli «errori fiscali» con la conseguente emersione di base imponibile) è stata finanziata per 2.259.760. Nel 2017, scompare, nell’ambito dell’elusione fiscale, il riferimento a azioni mirate contro i paradisi fiscali, ma aumenta il finanziamento al contrasto all’elusione, più in generale, e alla compliance. Si prevedono infatti, per il triennio 2017-2019, oltre 13 milioni e per il solo 2017 lo stanziamento ammonta a 4.612.782 euro.

Promozione anche dell’obiettivo semplificazione fiscale. Nel 2016, infatti era previsto, per la semplificazione degli adempimenti,, e riduzione dei costi amministrativi degli adempimenti fiscali un budget di spesa pari a 3.962.503. Nel 2017, si punta ancora di più a una semplificazione che migliori la razionalità, la trasparenza, la semplicità rafforzando efficacia e equità. Il tutto si traduce in 7.708.572 euro.

Alla voce delle regolazioni di imposte la parte del leone la fa il capitolo dei rimborsi fiscali. Per i rimborsi di imposte dirette ai contribuenti è previsto uno stanziamento (pressoché identico a quello del 2016) di 18.751.800.000 e il rimborso Iva e altre imposte indirette ai contribuenti che vola a quota 29.046.800.000.

Cristina Bartelli

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