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Firmato l’accordo con Ibm per il dopo Expo

Proprio nella giornata in cui si è dimesso un ministro del governo italiano (si veda pagine 2 e 3), la Ibm ha dato ieri un voto di fiducia alle riforme di Matteo Renzi annunciando che un importante investimento a Milano è stato deciso proprio per le nuove prospettive di crescita e di stabilità in Italia. Per Renzi si è trattato di un forte “endorsement”, di un riscontro concreto del messaggio economico e politico che ha portato in questi giorni in America e anche qui a Harvard, ieri, dove ha cercato di spiegare la sua “nuova” Italia agli studenti e alla facoltà dei professori riuniti nella Menschel Hall dell’Harvard Art Museum. Per Renzi occorre pensare alla crescita. In risposta a una domanda di Alberto Alesina su cosa preferisse scegliere sul fronte della flessibilità fiscale, tasse subito o tasse dopo, Renzi ha risposto che l’austerità ha fatto il tempo e che semmai è importante aumentare il gettito fiscale attraverso la crescita della base imponibile, attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro in settori ad alto valore aggiunto, anziché attraverso l’aumento delle tasse «altrimenti i cittadini ci ammazzano e avrebbero ragione». L’accordo calza dunque perfettamente perché giunge alla fine di un viaggio in cui Renzi ha cercato di portare un messaggio ottimistico e non rinuciatario per il futuro: «Mio padre o mio nonno guardavano al futuro con ottimismo – ha detto agli studenti di Harvard –, oggi questo non c’è più, la gente è insoddisfatta, dobbiamo recuperare quel senso di ottimismo di nuova frontiera, di crescita. E l’accordo con l’Ibm si muove proprio in quella direzione».
L’accordo prevede la costruzione a Milano, negli spazi di Expo 2015, della sede europea del Watson Health Center, punta di diamante per le prospettive di crescita del gigante dell’informatica, voluto dall’ad del gruppo Ginni Rometty. «Oggi abbiamo investito nel futuro dell’Italia – ha detto la Rometty – del resto avevamo già dato un voto di fiducia quando abbiamo lanciato nel vostro paese il progetto Cloud con oltre 400 persone. Abbiamo deciso non solo per le qualità delle strutture e delle persone, ma per quello che il suo governo ha fatto per digitalizzare il paese e portarlo verso il futuro e per raccogliere le sfide della sanità una delle sfide chiave del nostro tempo». La Rometty ha confermato quanto abbiamo anticipato su queste pagine e cioè che il colosso dell’informatica investirà da qui ai prossimi anni 150 milioni di dollari per creare ne in Italia la testa di ponte europea del Watson Health Center, fondato qui a Boston in onore di Tom Watson l’ideatore della Ibm negli anni Venti. Il progetto è stato possibile grazie alla visione del governo italiano che ha costituito un progetto Human Technopol per il rilancio e il riutilizzo in settori ad alto valore aggiunto dell’economia, programmando a sua volta un investimento complessivo negli anni di 150 milioni di euro. L’accordo con la Ibm farà da polo di attrazione per altri investimenti internazionali di alto profilo. Il centro lavorerà su più fronti della sfida sanitaria, si prevede il lancio di cartelle mediche personalizzate. Ci saranno progetti di ricerca contro il cancro fra ricercatori italiani in collaborazione con il Memorial Sloan Kettering, l’ospedale più avanto al mondo nella ricerca sul cancro, ma con gli ospedali italiani San Raffaele e Humanitas. Si imposteranno ricerche genetiche, ricerche contro le allergie, ricerche per le scelte cognitive, «ma introdurremo anche nuovi metodi di gestione della spesa sanitaria sia dal punto di vista contabile che operativo, cosa che consentirà maggiore efficienza su una spesa che in Italia rappresenta il 9% del Pil» ha continuato la Rometty.
Come si diceva, per Renzi questo accordo rappresenta il contrappunto concreto di un messaggio per la crescita e per l’ambiente favorevole che oggi si trova in Italia per l’investimento straniero. «Sono accordi come questo che potranno restiruici ottimismo, rilanciare la spesa – ha spiegato Renzi –. Se abbiamo 2mila miliardi di debito, gli italiani hanno in banca una liquidità per 4mila miliardi, ma non la spendono perché temono il futuro. Ora possiamo dire che il futuro è questo, un futuro che costruisce sul nostro glorioso passato, ma apre nuove frontiere».
Renzi ad Harvard ha anche raccontato quanto in Europa vi sia paura per il terrorismo di matrice islamica, ma ha anche attaccato i suoi colleghi europei «che vogliono costruire un muro… è finita la stagione dei muri… dobbiamo renderci conto che gli attentatori a Parigi o a Bruxelles erano nostri concittadini, europei. Dobbiamo affrontare questo problema per dare sollievo a chi si sente emarginato». Infine un voto di fiducia per Hillary Clinton: «Forse non è elegante che il capo di un governo straniero prenda posizione nelle elezioni americane, ma parlo come capo del mio partito e devo dire che Hillary Clinton mi dà più garanzie per la gestione dei complessi dossier del nostro tempo. Spero che ci sia lei in Italia l’anno prossimo quando ospiteremo il G7, ma daremo prima di tutto il benvenuto all’alleato americano, chiunque sia il vincitore. Mi auguro che sia una donna».
Renzi in serata è giunto a Washington dove prenderà parte al vertice sulla sicurezza nucleare (si veda pagina 12) ospitato da Barack Obama. Ieri la cena di lavoro alla Casa Bianca. Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Ben Rhodes ha sottolineato che, sul fronte della lotta all’Isis, l’Italia è tra i più stretti alleati degli Usa , insieme con Germania, Gran Bretagna, Francia e altri paesi europei. Nella serata di mercoledì, a Chicago, nel corso del Forum dell’Ice, il numero uno di Fiat Chrisler, Sergio Marchionne, ha detto ai giornalisti: «Se me lo chiedete, in Italia voterei per Renzi. Il premier ha parlato di stabilità e la stabilità politica è fondamentale. Oltre 60 presidenti del consiglio in 70 anni è inconcepibile».

Mario Platero

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