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Firenze capitale dell’economia civile

La pandemia che ci accompagna da più di un anno e mezzo ha messo in chiaro che il profitto economico non può essere considerato come l’unico parametro per la valutazione di un’impresa, dell’operato dei suoi dipendenti, della loro stessa vita.

Ci sono altre cose. Leonardo Becchetti, docente di economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, lo predica da tempo ed è riuscito a lanciare il Festival dell’Economia Civile in tempi non sospetti, quando ancora Covid, lockdown e green pass erano parole sconosciute ai più e disarticolate tra loro.

Segno evidente di una sensibilità che ha trovato nel mondo del credito cooperativo e nella persona di Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, una comunità di visione che ha unito il loro percorso a quello di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative e di Elena Granata, vice presidente della Scuola di economia civile.

L’appuntamento, da non perdere, è a Firenze, dal 24 al 26 settembre, negli spazi meravigliosi di Palazzo Vecchio e della sua Sala dei Cinquecento. Tre giorni, da venerdì prossimo, per approfondire i sentieri che portano a un modo diverso e possibile di fare impresa e di realizzare crescita economica.

Durante l’edizione 2021, la terza del Festival, ci si concentrerà in modo particolare su come i dettami dell’Economia Civile e le esperienze concrete già consolidate su molti territori (grazie ad amministrazioni pubbliche particolarmente attente, come ogni anno presenti a Firenze) possano contribuire ad uno sviluppo inclusivo e realmente sostenibile calato nelle sei grandi missioni sulle quali si concentreranno le ingenti risorse messe a disposizione dell’Italia dall’Unione europea: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per la mobilità; istruzione, formazione, ricerca e cultura; equità sociale, di genere e territoriale; salute.Cinque pratiche

Ci sarà anche spazio per il «Premio Nazionale Imprese di Economia Civile 2021». Nel corso del Festival, infatti, verranno presentate, tra le altre, cinque buone pratiche d’impresa selezionate in tutta Italia e investite del ruolo di Ambasciatrici dell’Economia Civile 2021. I rappresentati delle stesse interverranno sul consolidamento della sostenibilità ambientale e sociale e sulla replicabilità — locale e nazionale — del proprio modello di business.

Il contest metterà in evidenza le cinque buone pratiche elaborate dal Next Index Esg, che si propone di elaborare una «nuova economia per tutti». I cinque focus da tenere presente sono, ovviamente, l’azienda e il suo governo, le persone e l’ambiente di lavoro, i rapporti tra cittadini e consumatori, le catene delle forniture, i comportamenti verso l’ambiente naturale e i comportamenti verso le comunità locali.

Il tema che unisce i tre giorni di lavoro è la ricerca del senso, nell’ambito personale, del lavoro, delle relazioni. Un motivo di riflessione, ma anche di azione, specialmente se rivolta al futuro, alle cose da fare e al come farle. Per incentivare la spinta in avanti è stato anche pensato il «Premio Nazionale Prepararsi al Futuro», che darà spazio alle idee dei giovani che si preparano al futuro proponendo soluzioni sostenibili ai problemi sociali e ambientali dei propri territori. Tra le sette startup di sviluppo sostenibile selezionate su tutto il territorio italiano, le prime tre (giudicate dalla giuria e dal voto popolare) vinceranno dei premi in denaro. Il punto di arrivo è sempre quello: ma la chiave per arrivarci deve essere forzatamente diversa. La pandemia ha convinto una larga parte della popolazione che vivere, lavorare, produrre in maniera diversa non solo è possibile e sostenibile, ma anche maggiormente remunerativo nel lungo periodo. Grandi guru della finanza mondiale hanno modificato le strategie di investimento nel rispetto di pratiche di tutela dell’ambiente. Se ora il focus verrò spostato sull’uomo, il passo in avanti sarà concreto.

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