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Fintech, la spinta delle banche Arriva la «app» per risparmiare

Un’applicazione per mettere da parte qualche soldo, monitorare le modalità di acquisto, comprendere meglio il nostro di vita individuando dove (e come) spendiamo di più in modo da trovare dei correttivi. Per gli utenti più sofisticati (e con maggiore propensione al risparmio) la possibilità di avere sullo smartphone una bussola per indirizzare gli investimenti usando le strategie dei fondi di Eurizon Capital.

Intesa Sanpaolo è entrata nel capitale di Oval Money con una partecipazione di minoranza, operazione finanziata attraverso il braccio che investe in capitale di rischio: Neva Finventures. Una startup in ambito fintech tra le più promettenti nel mondo del risparmio, sede a Torino e investitori anche a Londra. Guidata da Benedetta Arese Lucini, con un passato come General manager di Uber Italia, è cresciuta enormemente in questo ultimo anno trascinata dalla sua visione manageriale e dalle competenze di intelligenza artificiale degli ingegneri e degli sviluppatori che lavorano al suo fianco. Oval Money è una sorta di «salvadanaio digitale» che permette di collegare l’app al proprio conto corrente verificando in tempo reale i pagamenti con le carte di credito, i prelievi e i versamenti. Trae spunto dalla nuova direttiva Ue PSD2 sui pagamenti, che ha aperto alla rivoluzione dell’open banking, cioè l’obbligo per gli istituti di credito di rendere accessibili, su richiesta del cliente, i propri dati ad operatori terzi.

Una rivoluzione che apre sinergie infinite con le startup del fintech, che stanno sviluppando in tutto il mondo soluzioni innovative molto più velocemente di quanto riescano a fare le banche stesse alle prese con una riconversione industriale senza precedenti, tra tagli alle filiali e necessaria riqualificazione del personale. Dice Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, «che Oval Money rappresenta un’opportunità importante per la banca, nel percorso costante di innovazione del modello di servizio rivolto ai clienti del gruppo». A ben vedere la sinergia con Oval Money è interessante soprattutto per l’infrastruttura di Banca 5, la banca di prossimità che da dicembre scorso si è arricchita della rete di 20 mila tabaccherie di Italia tramite l’acquisizione del 100% di Banca Itb, l’istituto online che ne gestisce servizi e transazioni. Banca 5 ha una capillarità quasi paragonabile a quella di Poste Italiane con la sua rete di uffici. Rileva Arese Lucini che proprio questo le ha suggerito di cercare un accordo con Intesa Sanpaolo per «integrare il canale online e offline» necessario allo sviluppo di Oval Money che ha bisogno di raggiungere la clientela retail. Per stimolare ulteriormente gli investimenti anche sull’intelligenza artificiale nell’analisi dei dati. Suggerendo anche gli strumenti finanziari migliori per accumulare risparmio anche in base ai nostri stili di vita. Fantascenari?

Fabio Savelli

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