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Fintech, Illimity e gruppo Sella alleati Passera investe nell’open banking Hype

Illimity e il gruppo Sella, tramite Fabrick, si alleano nel Fintech. I due gruppi bancari hanno annunciato ieri di aver varato una partnership in Hype, società del gruppo Sella dedicata allo sviluppo dell’open banking che oggi conta circa 1,3 milioni di clienti e che ora punta a diventare leader in Italia nel suo segmento con 3 milioni di clienti target.

Illimity di fatto diventerà socia al 50% di Hype a fronte del conferimento di un suo ramo d’azienda legato all’open banking e di una serie di operazioni. Il deal prevede infatti che illimity acquisisca da Fabrick la metà di Hype per circa 87 milioni: di questi, 30 milioni saranno pagati cash mentre la parte restante arriverà da un aumento di capitale riservato a Fabrick (pari al 7,5% del capitale di illimity per un controvalore di circa 45 milioni di euro). Al perfezionamento dell’operazione, il gruppo Sella arriverà a detenere il 10% di illimity grazie a un ulteriore aumento di capitale riservato (2,5%) da 16,5 milioni di euro. È previsto inoltre che Sella (che beneficerà di un aumento di 41 punti base del Cet 1) si veda assegnare un ulteriore 2,5% di illimity al raggiungimento da parte di Hype di alcuni obiettivi al 2023 e 24 (earn-out), così da portare al 12,5% la partecipazione complessiva.

«Con questa operazione uniamo le forze di due delle più innovative realtà italiane. Partendo dalla posizione di leadership di Hype e dalle soluzioni apportate da illimity, puntiamo a creare una delle più grandi e profittevoli fintech dell’open banking europeo», spiega al Sole 24Ore Corrado Passera, ceo e fondatore di illimity. «Questo deal è la dimostrazione che la crescita del Fintech in Italia passa attraverso l’open banking – aggiunge Pietro Sella, numero uno dell’omonimo gruppo bancario – Far crescere il Fintech significa rispondere meglio e più velocemente ai bisogni del clienti semplificando la gestione delle attività quotidiane di famiglie e imprese».

Le risorse finanziarie immesse servono ora a dare una spinta allo sviluppo di Hype. Se al 30 giugno la start-up registrava una perdita di circa 8 milioni di euro, il piano prevede di arrivare a 3,5 milioni di utile al 2023 e a 17 nel 2025, grazie alle sinergie di ricavi e di costi e alla crescita del mercato. Ma già tra un paio d’anni potrebbero vedersi risultati finanziari positivi. «Restando prudenti – aggiunge Antonio Valitutti, ceo di Hype – vogliamo raggiungere il break even entro la fine del 2022 e fare di Hype una società profittevole».

Il potenziale dell’Open innovation e dell’open banking, di certo, è notevole. Di fatto in Hype confluiranno le nuove soluzioni di open banking di illimity, e con l’aumento della potenza di fuoco la società spingerà anche nel segmento delle piattaforme digitali non-bancarie di servizi finanziari e di pagamento, e i servizi ad esse connessi. Sul fronte bancario c’è da battere la concorrenza di altre banche digitali dirette e agguerrite come N26, Revolut e altre. Ma gli spazi di crescita sono evidenti. In particolare in quel segmento di clientela che non cerca «una banca, ma soluzioni semplici e ‘leggere’, facili da usare, che rispondano in modo diverso ai propri bisogni finanziari. Anche in Italia i clienti che si affidano a queste soluzioni sono in rapida crescita», aggiunge Sella.

Sul fronte societario, l’alleanza non rappresenta, spiegano i due banchieri, un possibile viatico in vista di future aggregazioni. L’ingresso del gruppo Sella in illimity – che è assistita da Lazard – avviene infatti in maniera distinta attraverso la controllata Fabrick e «senza altri obiettivi o conseguenze» per i rapporti futuri tra il gruppo di Biella e Illimity, che rimangono ben distinti. Quello definito dai due gruppi è insomma «un puro progetto industriale di open banking».

Non sul tavolo, ma neppure da escludere a priori, l’ipotesi di una successiva valorizzazione. La prospettiva di aprire il capitale di Hype a terzi o di uno sbarco in Borsa, in un orizzonte futuro, «non è sul tavolo e non è a piano», spiega Sella. Il piano industriale «sarà realizzato con le risorse finanziarie che ci siamo dati intendiamo portarlo a termine», conclude Passera.

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