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Fintech, dalla Banca d’Italia priorità all’intelligenza artificiale

Innovazione, dialogo, cooperazione: sono questi i principi a cui si ispira il Fintech Milano Hub della Banca d’Italia, uno dei tasselli fondamentali per completare il quadro dell’ecosistema chiamato a sostenere lo sviluppo del fintech. L’obiettivo, come ha spiegato il governatore Ignazio Visco annunciandone la partenza operativa, è quello di sostenere la capacità del settore finanziario nel rispondere alla sfida della digitalizzazione che ha profondamento modificato i comportamenti di consumatori e aziende. Una sfida che richiede di contemperare l’innovazione con le esigenze di tutela e sicurezza di un settore su cui poter contare per la ripartenza dell’economia. «L’ingresso di nuovi operatori aumenta la competizione nel settore finanziario, ridefinisce i modelli di business, modifica il perimetro dell’attività regolamentare e richiede una corretta gestione dei dati sotto il profilo della sicurezza e della privacy», ha affermato Visco sottolineando come Banca d’Italia sia attenta all’innovazione: «L’istituto è impegnato nella fase di investigazione, coordinata dalla Bce, per la realizzazione di un euro digitale, da affiancare agli strumenti di pagamento pubblici e privati già esistenti».

La digitalizzazione ha accelerato sotto la spinta dell’emergenza delineando innovazioni a tutto campo: «Stiamo studiando la prima emissione di security token su blockchain. Vogliamo dimostrare la possibilità di utilizzare questo strumento, assicurando al tempo stesso la trasparenza delle transazioni e la riduzione dei costi», ha aggiunto Maria Antonietta Scopelliti, segretaria generale della Consob.

Di fronte a questa accelerazione del sistema, Banca d’Italia ha messo a punto la tabella di marcia per arrivare a inizio 2022 a partire operativamente con i primi dieci progetti da supportare all’interno dell’hub milanese. Il primo tema scelto è legato al «contributo che l’intelligenza artificiale può fornire nel migliorare l’offerta di servizi bancari, finanziari e di paagmento a imprese, famiglie e Pubblica amministrazione in un’ottica di inclusione finanziaria, di efficacia per il consumatore e di tutela dei dati», ha spiegato Alessandra Perrazzelli, vice direttrice generale di Banca d’Italia, sottolineando come sia proprio l’Ai la modalità con cui il fintech sta rivoluzionando il comparto finanziario.

Sulla base di questo tema i soggetti interessati potranno presentare nel mese di ottobre le candidature nell’ambito di tre categorie: i soggetti non regolamentati, le imprese finanziarie tradizionali, università e centri di ricerca. A novembre saranno fatte le valutazioni sulla base dei criteri legati al valore dell’iniziativa – rilevanza e scalabilità in primis, ma anche contenuto innovativo, completezza e sostenibilità – e alla sua realizzabilità, in termini di misurabilità, fattibilità e sicurezza. Per poi arrivare entro metà dicembre a scegliere i dieci progetti che a gennaio saranno affiancati da un team di esperti. L’obietivo, come ha evidenziato Michele Lanotte, direttore operativo di Milano Hub, è «supportare l’adozione dell’innovazione tecnolgica in ambito finanziario, facilitare soluzioni in grado di presidiare diverse tipologie di rischio e rafforzare la capacità degli intermediari di affrontare la sfida digitale, facendolo in una logica di network».

Con la partenza del Fintech Hub si completa l’ecosistema di supporto del sistema dell’innovazione in ambito finanziario. Proprio settimana scorsa è stato pubblicato che con grande ritardo il decreto che istituisce la sandbox regolamentare, lo spazio “protetto” che permetterà la sperimentazione di prototipi al riparo parziale dalla regolamentazione. Mentre Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione anche del fintech la sua rete nazionale di acceleratori di startup. Di fondo rimane il nodo della carenza di investimenti e capitali. Ma l’importante è partire.

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