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Fintech-banche, mix vincente

Finanza e assicurazioni sono nel pieno della rivoluzione tecnologica. E una ulteriore evoluzione è dietro l’angolo: il 2021 sarà all’insegna della integrazione tecnologica tra società fintech e istituti finanziari. A metterlo nero su bianco è October, piattaforma europea di finanziamento alle pmi, che azzarda una stima per il futuro: la lezione che il 2020 lascia è che le imprese, in Italia, sono ormai propense a utilizzare canali di credito alternativi. Lo dimostra il fatto che, nei primi nove mesi dell’anno appena passato, le richieste di finanziamento alle piattaforme di lending siano aumentate di 4,5 volte rispetto al 2019 (dato ItaliaFintech). Alle banche è chiesto di seguire la stessa strada, con servizi sempre più puntuali per rispondere alle esigenze delle imprese. La sfida per il sistema bancario è porre al centro la relazione con il cliente. A conferma di ciò BorsadelCredito.it, tra i protagonisti dei marketplace di prestiti per le pmi, definisce questo fenomeno emergente come «fintegration»: senza rinnegare la banca, che resta il soggetto di riferimento per la gran parte delle imprese, la pandemia ha reso le pmi più disponibili a chiedere un prestito a breve termine o un finanziamento del capitale circolante a un attore innovativo. L’emergenza ha dato e sta contribuendo a dare slancio al processo di digitalizzazione delle banche. Un processo che finalmente sta prendendo quota grazie alla collaborazione con il fintech. Ma da questo momento in poi il percorso dovrà assumere nuove forme, facendo evolvere sia le banche, sia le ex startup della tecnofinanza.

Il fintech, del resto, è sempre più una realtà anche a livello mondiale, dove ha dimostrato capacità di adattamento e resistenza. Nonostante la crisi, la crescita media è stata del 12%. Sicurezza, scambio dati e servizi di pagamento hanno addirittura fatto registrare un aumento superiore al 30%. Lo rileva una rapida analisi internazionale, effettuata dal Centro per la finanza alternativa dell’Università di Cambridge, dalla World Bank e dal World Economic Forum (si veda altro servizio in pagina).

Rivoluzione in atto. Il 2020 è stato un anno di profondo cambiamento per il settore finanziario: da qui possiamo dire che inizia un prima e un dopo, originato dallo stesso mercato e reso possibile da un movimento spontaneo da parte delle pmi verso fonti di credito complementari a quella bancaria. Parlano i numeri: l’erogato fintech alle pmi italiane è stato pari a 2,67 miliardi di euro (da luglio 2019 a giugno 2020) con una crescita anno su anno del 4% (dati del 3°report sulla Finanza alternativa per le pmi, si veda ItaliaOggi Sette del 14/12/2020). Un numero che contiene solo parzialmente la spinta del Covid 19, visibile nelle rilevazioni di ItaliaFinTech, che riunisce le più innovative aziende del fintech nazionali e internazionali operanti in Italia: secondo la mappatura dell’associazione i finanziamenti alle imprese da parte della finanza alternativa nei primi nove mesi dell’anno scorso sono ammontati a 1 miliardo, con un incremento di 4,5 volte rispetto al dato dello stesso periodo del 2019.

L’Italia, nonostante il miglioramento della situazione negli ultimi anni, resta il Paese con la più elevata dipendenza dal credito bancario. E il calo degli ultimi anni è dipeso, più che altro, dal credit crunch, che ha avuto un impatto particolare sulle micro imprese a cui le banche tendono a prestare meno per effetto di parametri di rischiosità più rigidi. Tuttavia qualcosa si sta muovendo. October, per esempio, è uno di questi player non bancari, specializzato sul business lending, un segmento che nel 2020 ha assunto particolare rilevanza proprio per lo choc di liquidità. A livello globale, coinvolge più di 20 mila prestatori privati che insieme agli istituzionali hanno finanziato oltre mille aziende per un valore dell’erogato da inception (dall’inizio delle attività di lending) di 480 milioni di euro in Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Germania. In Italia l’erogato complessivo, a oggi, è di 105 milioni di euro, distribuito su 280 aziende.

La svolta post-lockdown. La pandemia ha modificato il Dna dei rapporti non solo con i nuovi finanziatori, ma con gli stessi istituti di credito. I clienti-imprese sono stati spinti a interagire da remoto e a chiedere maggiore digitalizzazione e servizi più sofisticati e completi. Secondo l’Osservatorio su FinTech e InsurTech del Politecnico di Milano (si veda ItaliaOggi Sette del 7/12/2020) il periodo di isolamento e chiusure ha spinto il 51% delle aziende a ridurre gli incontri di persona con il consulente bancario e il 45% a diminuire l’accesso alle filiali, compensando in parte con video-call e home banking. Solo una minoranza si è detta non soddisfatta dei servizi digitali della propria banca (3%).

Pur avendo la propria banca come punto di riferimento, si affacciano sulle scena nuovi protagonisti. Tutto diventerà possibile solo con un approccio collaborativo. Lo rivela anche PwC in un aggiornamento alla terza edizione del suo rapporto Fintech 2020 in Italia, in cui fotografa le 364 FinTech censite nel Paese. «Nell’area del credito alle imprese, le fintech stanno dimostrando di poter aiutare le banche con la velocità e la focalizzazione su precisi segmenti del business della finanza e, attraverso partnership con gli istituti tradizionali (Banche e Assicurazioni), facilitare in modo veloce e a costi bassi l’accesso al credito e a nuova liquidità per le piccole e medie imprese», si legge nel report. «La capacità delle società fintech italiane di adattarsi dipende dalle loro doti di velocità, specializzazione, digitalizzazione, flessibilità e user experience che in questa fase rappresentano un valore importante anche per le aziende finanziarie tradizionali o per le stesse grandi aziende industriali».

La prossima tappa dell’evoluzione spingerà la collaborazione un passo avanti: banche e fintech saranno sempre più interconnesse a vantaggio della qualità del servizio offerto al cliente finale. Per questa ragione October si sta preparando con un approccio nuovo che prende il nome di October Connect: renderà disponibile alle banche la sua tecnologia che offrirà alle imprese differenti proposte di finanziamento, aggiungendo alla propria anche quelle dei player bancari partner.

Il fintech dal canto suo, sottolinea BorsadelCredito.it, si sta evolvendo, da un lato sulla spinta normativa del regolamento comunitario sul crowdfunding che riporta equity e debt alle regole di adeguatezza, trasparenza informativa, arricchimento dell’informazione contrattuale e precontrattuale tipica dell’asset management. Dall’altro lato orientata dal mercato. «Le regole servono per rendere il mercato fluido e avvicinare gli investitori istituzionali al digital lending. Ma da sole non bastano. Un esempio è quello della Psd2. Ma oggi un’ulteriore nuova occasione ci viene offerta dalla pandemia e non dobbiamo lasciarcela scappare».

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