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Fino a 100mila euro di bonus sui brevetti delle micro-imprese

Va in aiuto delle micro, piccole e medie imprese “inventrici”, quelle creative che brevettano e che vogliono lanciare le proprie creazioni sul mercato. Brevettiplus, istituita dal ministero dello Sviluppo economico e gestita da Invitalia, sostiene le aziende italiane prima e dopo: prima nel deposito del brevetto, dopo nelle innovazioni di prodotto e di processo. Con intensità di aiuto diverse: fino a 30mila euro per il deposito che si innalza a 70mila per gli interventi di valorizzazione del prodotto. I finanziamenti, che viaggiano paralleli per entità e procedure, possono però essere cumulabili: ed arrivare quindi a 100mila euro di incentivo. E così c’è chi ha inventato un gioco “spia” per bambini, che intercetta le modalità di apprendimento. Chi salvettine umidificate biodegradabili in “tessuto no tessuto”. Chi si è specializzato nel gioco delle bocce e ha inventato un nuovo modello con inserti colorati facilmente distinguibili.
«La misura è interessante, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando – dice Luigi Gallo, responsabile area gestione programmi, ricerca e innovazione di Invitalia – anche se può essere migliorata: stiamo ragionando con il Mise sull’innalzamento delle soglie di incentivo fino a 200mila euro». L’impressione, per Invitalia, è che lo strumento in qualche caso sia poco sfruttato «anche per via dei tetti alle risorse». A oggi, dopo tre anni, il fondo è stato utilizzato per metà: dei 30 milioni iniziali stanziati dal Mise ne sono rimasti 15. Una bella fetta che potrebbe essere meno “polverizzata”. C’è però anche un elemento più immediato. «Le domande – dice Gallo – spesso sono compilate male». E anche qui i numeri parlano chiaro: delle oltre 2.300 domande totali ricevute da Invitalia in tre anni ne sono state accolte solo 966.
Le leve e le domande
Sono due i filoni di intervento di Brevetti plus: i premi per la brevettazione con “benefici” fino a 30mila euro. Si tratta di un rimborso dei diritti di deposito all’Uibm (ufficio italiano brevetti e marchi) o agli “omologhi” europei e internazionali. Il “premio” è parametrato al tipo di deposito: più si rivolge all’estero, più alto è il valore del rimborso. Le domande e tutte le procedure sono scaricabili, previa registrazione, dal sito Invitalia (www.invitalia.it).
Più alti gli incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti con una copertura delle spese ad ampio raggio. «Il contributo, erogato in conto capitale e a fondo perduto fino a un massimo di 70mila euro – dice Gallo – copre una serie di voci di spesa, come le attività di marketing, le linee di produzione, il settore legale, gli accordi commerciali e tutte le spese specialistiche». In sostanza tutto ciò che viene ricompreso all’interno dell’innovazione di processo e di prodotto. Anche in questo caso le domande vanno fatte online, con l’invio del project plan. A differenza dei “premi” che vengono erogati una tantum, gli incentivi per la valorizzazione economica sono distribuiti in due tranche: la prima a titolo di anticipo per un importo compreso tra il 30 e il 50% dell’agevolazione o in alternativa al raggiungimento di uno stato di avanzamento lavori. La seconda tranche viene erogata a saldo dietro presentazione delle fatture quietanzate e di una relazione con risultati «riscontrabili e misurabili».
L’andamento
A tre anni dall’apertura dello sportello Invitalia ha ricevuto più di 2.300 domande: 1.492 richieste di premi per la brevettazione e 826 richieste di incentivi per l’acquisto di servizi finalizzati alla valorizzazione dei brevetti. Le regioni più attive sono le solite: Lombardia (543 domande), Emilia Romagna (453), Veneto (401), Piemonte (192), mentre i settori produttivi più “creativi” sono la meccanica e il manifatturiero. Oggi fa capolino anche quello dei materiali.
Un sostegno alla brevettazione arriva anche dalla Fondazione della Cassa di risparmio di Imola. Anche per il 2014, infatti, l’ente mette a disposizione delle imprese nell’area di competenza un contributo di 5mila euro (6mila in caso prototipazione o studi di fattibilità) per il deposito di brevetti. L’operazione viene gestita da Innovami, centro per l’Innovazione e incubatore d’impresa con sede a Imola.

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