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Finmeccanica taglierà i rami in perdita

«Se un’attività non genera margini di profitto si chiude. Qualcuno ha venduto l’AnsaldoBreda come l’unico problema di Finmeccanica, invece è una cosa piccola. Di attività in perdita Finmeccanica ne ha tante». Mauro Moretti presenta i suoi piani per Finmeccanica, uno dei primi dieci gruppi aerospaziali del mondo, al salone di Farnborough, che si è aperto ieri a Sud di Londra.
Arrivato da due mesi al timone con poteri assoluti, temuto da molti dirigenti, l’ex numero uno delle Ferrovie dello Stato ha parlato ai giornalisti italiani sul piazzale dei prodotti di Finmeccanica, tra gli elicotteri di AgustaWestland, il drone Falco di Selex Es, i velivoli di Alenia. Non c’è stata, dopo molti anni, la conferenza stampa aperta anche alla stampa internazionale del vertice del gruppo controllato dal ministero dell’Economia.
Moretti ha incontrato ieri Tom Enders, a.d. di Airbus Group, che ha alcune attività in comune a Finmeccanica, dagli aerei regionali turboelica Atr ai missili di Mbda. Secondo voci, ma Moretti non lo ha confermato, Airbus potrebbe discutere l’acquisto della quota italiana (25%) di Mbda in cambio del 50% di Atr che Finmeccanica, da tempo, vorrebbe comprare.
Moretti ha confermato il programma di trasformazione in divisioni delle principali società controllate al 100% dell’aerospazio e difesa, esclusa l’americana Drs, comprata nel 2008. Drs è sotto revisione per capire «quello che è core business e si può integrare nel gruppo e quello che non lo è, che si cercherà di vendere».
«Entro luglio tutte le società oggetto della trasformazione porteranno la sede legale a Roma dentro Finmeccanica, alcune lo hanno già fatto». Tra queste Alenia Aermacchi. «Per la fusione e trasformazione in divisioni ci vorrà più tempo, andremo nel 2015». Secondo Moretti il nuovo assetto «consentirà risparmi di circa il 20%, grazie a riduzione di costi e sinergie».
Moretti non smentisce possibili esuberi. «Finmeccanica fa troppe cose. Enders mi ha detto che Airbus ne fa tre. Noi ne facciamo 300. Non si possono sviluppare tutte insieme, né ci sono le risorse. Dobbiamo concentrarle sui prodotti a più alto contenuto tecnologico. Con il nuovo piano industriale per fine anno saremo più selettivi», ha detto Moretti.
Quando Matteo Renzi l’ha chiamato per offrirgli di guidare Finmeccanica, il premier – ha risposto Moretti a una domanda – gli ha detto: «C’è la più grande industria del paese che ha bisogno di essere risanata. Finmeccanica ha bisogno di essere riposizionata, rivitalizzata. Ho accettato di buon grado». Moretti pensa di farcela? «Se ho accettato, sì…».
Moretti intende «portare al prossimo cda di Finmeccanica la proposta di vendita della Fata, una società che non c’entra niente con il gruppo». La Fata di Torino è un’industria di impianti industriali. Il presidente è Ignazio Moncada, potente e invisibile, vicino ai servizi segreti e alla massoneria, un intoccabile sopravvissuto a tante stagioni.
Per AnsaldoBreda Moretti ha confermato che «a fine mese si chiuderà la data room, poi chiederemo le offerte vincolanti. In settembre avremo le offerte, penso che in ottobre il consiglio di amministrazione di Finmeccanica potrà decidere». Secondo Moretti per Breda ci potrebbe essere anche «una terza via»: «se perde facendo treni pesanti, potrebbe farle fare altro».
Sul caccia delle polemiche, l’F-35 di Lockheed Martin, assente al salone perché bloccato a terra dal Pentagono dopo l’incendio a un motore alcune settimane fa, Moretti ritiene siano da rivedere gli accordi: «Dobbiamo fare non solo le aerostrutture ma anche parti elettroniche e avionica, così da poter proseguire quella che è stata l’avventura dell’Eurofighter e del Tornado».
Moretti ha citato tra le aziende e i marchi di punta di Finmeccanica «AgustaWestland e Oto Melara, le conoscono anche negli Stati Uniti, e qualcosa di Selex Es». Moretti considera Alenia in una posizione “intermedia”, ritiene che ci sia bisogno di mettere ordine nelle attività e collaborazioni, che spaziano da Boeing (787) a Airbus (380). «Non si può produrre solo carpenteria. Nei treni come negli aerei se si fa carpenteria metallica in Italia si è perdenti con i coreani e cinesi. Dobbiamo mettere più tecnologia e software nei nostri prodotti. Dobbiamo avere una piattaforma e meno subforniture». Una piattaforma potrebbe essere l’Atr, se Airbus accetterà di vendere il suo 50% a Moretti.

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