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Finmeccanica, quattro offerte per il settore dei trasporti

Sono quattro le offerte presentate a Finmeccanica per l’acquisto delle aziende di trasporti ferroviari.
Oltre ai nomi già noti è in corsa anche la spagnola Caf. Gli altri pretendenti sono la cordata cinese tra Cnr e Insigma, la giapponese Hitachi, il gruppo francese Thales. Si tratta di offerte non sono vincolanti. Finmeccanica le sta esaminando, in ottobre dovrebbe prendere una decisione sulla cessione, previa indicazione di un termine per le proposte di acquisto vincolanti.
I nomi dei quattro pretendenti sono stati comunicati dall’amministratore delegato del gruppo aerospaziale, Mauro Moretti, a margine dell’assemblea dell’Associazione nazionale delle aziende aerospaziali (Aiad) che ha eletto presidente Guido Crosetto. «Queste sono le offerte che abbiamo ricevuto e non riconosciamo quelle lette sui giornali», ha detto Moretti.
Crosetto, ex deputato di Forza Italia e Pdl (dal 2001 al 2013) ed ex sottosegretario alla Difesa è stato ingaggiato in Finmeccanica da Moretti – mansioni e qualifica non sono però state rese note dal gruppo – per poterlo nominare presidente dell’Aiad, nella quale Finmeccanica ha la maggioranza assoluta. L’elezione di Crosetto «è stata plebiscitaria», ha detto il segretario generale dell’Aiad, Carlo Festucci.
Cuneese, 51 anni a giorni, Crosetto si è dimesso dagli incarichi politici, era coordinatore di Fratelli d’Italia, il movimento moderato che ha fondato a fine 2012 insieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Per la prima volta un politico viene nominato presidente Aiad. «Ho letto su un giornale – ha detto Crosetto – che sarei espressione di un’azienda. Non è così, nell’Aiad ci sono anche Fincantieri, Elettronica, Iveco, decine di piccole e medie imprese che in questi anni si sono difese e hanno bisogno di aumentare il fatturato».
Per rendere appetibile la controllata al 100% AnsaldoBreda, che produce treni e metropolitane ed è in profondo rosso da anni (oltre 500 milioni la perdita nel 2013), Finmeccanica già durante la gestione precedente ha messo sul piatto anche Ansaldo Sts, produttore di segnalamento ferroviario, che fa profitti ed è in Borsa. Finmeccanica possiede il 40% di Sts, un pacchetto che vale sui 700 milioni.
Le offerte sono differenziate. L’interesse maggiore è per Sts, più difficile piazzare la Breda. Alcuni pretendenti chiedono che, prima della dismissione, la Breda venga ricapitalizzata da Finmeccanica per almeno 300 milioni, questa sarebbe la posizione dei cinesi. Altri, come Thales, punterebbero soprattutto a Sts e non sarebbero interessati a tutta la Breda ma solo al settore metropolitane, l’area dai risultati migliori.
Secondo Moretti, in carica dal 15 maggio, «bisogna rimettere a posto Finmeccanica. Il primo problema è dare una svolta fortissima a Finmeccanica. Sennò Finmeccanica finirà per essere ancillare a qualche altra impresa di qualche altro paese». Citando due volte il premier Matteo Renzi e i suoi riferimenti alla «fascia alta», Moretti ha detto che bisogna «razionalizzare, non possiamo fare tutto. Finmeccanica non può fare strutture, non può competere con la Polonia che le fa al 50% del nostro costo. Dobbiamo fare i migliori radar, sensori, l’avionica. Più alto è il livello di tecnologia, minori sono i concorrenti». Tra le aziende ad alta tecnologia c’è Sts, ma è in vendita.
Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha detto che il libro bianco sulla difesa «vuole essere un libro di scelte, bisognerà scegliere come indirizzare le risorse. Anche per le missioni all’estero si dovrà scegliere qualcosa che abbia un riferimento all’interesse nazionale».

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