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Finmeccanica, per la cessione di Breda sale l’ipotesi proroga

È scaduto ieri il termine fissato da Finmeccanica per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto del 100% di AnsaldoBreda, la società produttrice di treni e metropolitane dai conti in rosso.
Ma fino a ieri sera non si aveva conferma che fossero state presentate offerte a piazza Monte Grappa, né ai suoi advisor Ubs e Mediobanca. L’unico pretendente rimasto, la giapponese Hitachi, con l’advisor Citi, non ha confermato di aver presentato un’offerta. Non ha fatto comunicazioni ufficiali neppure il venditore, la holding dell’aerospazio e difesa controllata dal ministero dell’Economia.
Tuttavia, secondo fonti del gruppo, il termine scadeva ieri a mezzanotte e quindi solo oggi si dovrebbe diradare il velo dell’incertezza. Nelle ultime ore ha preso quota anche una terza possibilità, cioè che, per superare perplessità o difficoltà dei pretendenti, Finmeccanica riapra i termini della gara. Questo potrebbe dare un’opportunità di rientro all’altro contendente, la cinese di Insigma, se avrà carte da giocare.
La scorsa settimana la cordata cinese ha perso il pezzo più robusto, il gigante statale del materiale rotabile Cnr ha fatto sapere a Finmeccanica che non è più interessato. Resta l’interesse di Insigma, che però non è in grado di presentare un’offerta da sola. Insigma sta cercando altri partner privati in Cina e, in caso di proroga dei termini, potrebbe tentare di reinserirsi.
L’amministratore delegato del gruppo, Mauro Moretti, in carica dal 15 maggio, ha confermato il piano del predecessore, Alessandro Pansa, di vendita del settore trasporti ferroviari per ridurre i debiti e concentrare le risorse sull’industria aeronautica, spaziale, sistemi elettronici e armi.
Le perdite nette nel bilancio 2013 di AnsaldoBreda hanno raggiunto i 524,6 milioni di euro, anche a causa di accantonamenti straordinari, le pulizie contabili fatte da Pansa. Quest’anno Finmeccanica dice che i conti della controllata sono migliorati, ma restano in rosso.
AnsaldoBreda, di cui dall’agosto 2011 è a.d. Maurizio Manfellotto, nei primi nove mesi del 2014 ha aumentato i ricavi del 20,4% a 484 milioni, la perdita operativa (Ebita) si è ridotta da 94 a 34 milioni. Anche il gruppo Finmeccanica ha i conti in rosso, nei primi nove mesi ha una perdita netta di competenza di 57 milioni, inferiore ai 165 milioni dei primi nove mesi del 2014 perché quest’anno ci sono minori oneri non ricorrenti (diminuiti da 225 a 33 milioni).
Hitachi negli ultimi giorni stava approfondendo alcuni contratti di Breda per la costruzione di treni, valutando anche il rischio di penali per eventuali ritardi nel nuovo Etr 1000 per le Fs. Insieme a Breda Finmeccanica venderebbe anche la controllata al 40% Ansaldo Sts.
Questa società, guidata dal giovane a.d. Stefano Siragusa nominato durante la gestione Pansa, è quotata in Borsa e produce sistemi di segnalamento ferroviario, ha i conti in attivo, 51,1 milioni l’utile netto dei primi nove mesi e una posizione finanziaria netta positiva per 210,6 milioni. In caso di vendita di almeno il 30% di Ansaldo Sts il compratore dovrebbe lanciare un’Offerta pubblica d’acquisto (Opa) su tutto il capitale. Tra i dubbi di Hitachi c’è il costo dell’operazione, perché dopo che in 6 mesi Sts ha guadagnato più del 20% il prezzo di Borsa di tutta la società è di 1.700 milioni.
La Borsa ieri è rimasta fredda sull’arrivo di offerte per il ferroviario. Finmeccanica ha perso lo 0,46% a 7,51 euro, Ansaldo Sts l’1,17% a 8,42 euro.
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