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“Finmeccanica in difficoltà per i troppi debiti”

Per la prima volta in Parlamento come ad di Finmeccanica, Mauro Moretti fa la voce grossa. «L’azienda è in una situazione di indebitamento molto difficile, e presenta duplicazioni, sperperi e sovrapposizioni che non le permettono di andare avanti in questo modo», ha detto il manager in audizione alla Commissione industria del Senato. La stagione di acquisizioni e dividendi finanziati indebitandosi, per il gruppo al 32,5% del Tesoro, è alle spalle. Tocca al piano di riassetto, avviato con la consulenza di Mc Kinsey e che in 14 mesi deve trasformare il gruppo della difesa da costellazione di attività distinte in operatore focalizzato su pochi e più redditizi affari. La cessione di Ansaldo Energia è già avvenuta mesi fa, ed entro ottobre dovrebbero giungere le offerte dei giapponesi di Hitachi e dei cinesi di Cnr per le ferroviarie Ansaldo Sts e Ansaldo Breda. La vendita dei bus di Breda Menarini è avviata dall’estate; e ieri Moretti ha messo in discussione le joint venture di minoranza, che hanno un andamento «non soddisfacente »; alludeva a quelle con la francese Thales e con la russa Sukhoi. Anche il gruppo di costruzioni torinese Fata è in vendita, dopo l’allontanamento del presidente Ignazio Moncada, per anni considerato intoccabile per le entrature nei servizi segreti.
Chi conosce Moretti sostiene che i toni severi dell’audizione non devono far pensare a problemi con il governo o i partiti: la ristrutturazione per sfrondare costi e rami secchi non sembra trovi grosse resistenze nel mondo politico. Né la rifocalizzazione dell’azienda sulle attività principali: gli elicotteri di AgustaWestland, l’elettronica di Selex e Drs, l’aeronautica di Alenia Aermacchi, lo spazio con Telespazio, Thales Alenia space, i sistemi per la difesa di Oto Melara, Wass, Mbda. «Il problema è far diventare Finmeccanica un’azienda normale nel 2014», ha detto l’ad. Altro problema è il debito elevato: «Se l’outlook negativo sul debito si trasformasse in un declassamento, sarebbe molto negativo per Finmeccanica – ha detto Moretti, citando i 3,9 miliardi di indebitamento a fine 2013 su un patrimonio netto di 3,6 miliardi -La situazione dell’indebitamento reale è ben più alta con una media d’anno di 5 miliardi, con picchi di 5,9 e questa è la situazione su cui si pagano gli interessi». Prima del 2017, quando scade la prima tranche di un bond da 600 milioni, l’azienda non farà nuovo debito, e ridurrà il vecchio con le cessioni.
Quanto alla governance, per l’ad «è particolarmente antiquata con una sommatoria di aziende indipendenti, in cui non c’è nulla di comune, mentre ci confrontiamo con Boeing e Airbus, che hanno tutto integrato. Un’azienda così non può andare avanti ». Tuttavia, il manager ex Fs hadetto che «dai dati trimestrali ci sono dei primi segnali positivi che mi fanno pensare a una chiusura tranquilla d’anno», fatte salve altre sorprese in forma di svalutazioni di cespiti. In ogni caso non ci sarà dividendo: «Spero che in un paio d’anni Finmeccanica torni a distribuirlo – ha detto l’ad – comunque non ci saranno dividendi finché l’azienda non produrrà utili su cui fondarli». In Borsa Finmeccanica ha guadagnato lo 0,64%. E in serata è arrivata la notizia del contratto da 400 milioni di euro tra AgustaWestland e il gruppo cinese Baic per la fornitura di 50 elicotteri di vari modelli di pubblica utilità.
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