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Finmeccanica, il timone a Pansa il titolo crolla del 4% in Borsa

MILANO — Dopo aver atteso mesi l’evolversi dell’inchiesta giudiziaria, il governo ha impiegato solo un giorno a sostituire l’amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, dopo il suo arresto per corruzione internazionale per la presunta tangente da 51 milioni per vincere l’appalto di 12 elicotteri per l’aviazione indiana. Una mossa che molti hanno giudicato tardiva, ma che ieri il premier Mario Monti si è premurato di difendere così: «Abbiamo esercitato tutte le pressioni possibili e compatibili con lo statuto della società e l’inchiesta». Come dire che hanno provato a far dimettere Orsi, ma senta ottenere risultati.
La scelta dal Tesoro, primo azionista del gruppo leader nel settore della difesa, dei trasporti e dell’energia con il 32,4% del capitale, è così caduta Alessandro Pansa, in forza all’azienda dal 2001, prima a capo della divisione finanza e poi come direttore generale. A lui, il governo Monti concede pieni poteri nel tentativo di imprimere una svolta a una delle prime società della Borsa e del panorama industriale italiana, con i suoi 70mila dipendenti e 16 miliardi di fatturato.
Compito non facile e non solo perché gli ultimi due ammini-stratori delegati si sono fatti da parte, volontariamente o meno, sotto il peso delle inchieste giudiziarie (prima di Orsi era toccato a Pierfrancesco Guarguaglini soltanto un anno fa). Finmeccanica è nel pieno di un processo di ristrutturazione nel tentativo di ridurre il debito salito a oltre 4 miliardi dopo l’acquisizione, appena prima della crisi, del gruppo americano Drs. La strategia del gruppo, avvallata anche dal Tesoro, prevede la cessione delle attività dei trasporti e dell’energia per concentrarsi solo su difesa e sicurezza.
La vicende giudiziaria, al di là delle polemiche da campagna elettorale, non aiutano. Il governo indiano ha fatto sapere sempre ieri di essere pronto a rivedere il contratto da 750 milioni per la fornitura degli elicotteri, sospendendo la fornitura degli ultimi nove velivoli, almeno fino a quando non finirà l’inchiesta in Italia e verranno accertate le responsabilità. Notizia che potrebbe aver sollecito l’intervento di Silvio Berlusconi, il quale ha ripetuto quanto già sostenuto dopo l’avviso di garanzia all’ad di Eni Paolo Scaroni per le tangenti Saipem in Algeria: «Se lavori in paesi dove non c’è democrazia alcuni comportamenti sono necessari, perché altrimenti non si vende niente».
Del resto, la notizia della possibile sospensione del contratto in India ha fatto crollare il titolo in Borsa che ieri ha perso un altro 4% dopo il 7% del giorno dell’arresto di Orsi. Ora Pansa dovrà ricostruire un clima di fiducia nei confronti dell’azienda, con i mercati finanziari che chiedono stabilità e obiettivi certi. E il via libera sembra essere arrivato – pur con qualche distinguo – anche dal Pd – con il responsabile economico Stefano Fassina: «Il governo ha fatto una scelta corretta: garantire subito piena operatività dell’azienda con una soluzione di transizione, in vista del rilancio dei piani industriali».

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