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Finmeccanica, il bilancio torna in utile

Torna l’utile, non il dividendo, nel bilancio consolidato di Finmeccanica. All’ultima riga del progetto di bilancio approvato ieri dal consiglio di amministrazione, presieduto da Gianni De Gennaro, c’è un utile netto di competenza di 28 milioni di euro (74 milioni se si comprende la quota di terzi), che si confronta con una perdita di 834 milioni nel raffronto omogeneo con il 2012.
Questo piccolo profitto non basta a compensare le perdite dei due bilanci precedenti, pari a 3,16 miliardi, dovute alle grandi pulizie fatte nei conti 2011 da Giuseppe Orsi (quando Alessandro Pansa era direttore generale) e nei conti 2012 da Pansa, che da 13 mesi è amministratore delegato e d.g. In questo bilancio, che viene presentato al ministero dell’Economia proprietario del 30,2% del capitale e agli altri azionisti in vista della nomina del nuovo consiglio di amministrazione (l’assemblea è convocata per il 9 e 15 maggio), non ci sono pulizie contabili.
Al contrario, i conti 2013 sono rinvigoriti da plusvalenze per alcune centinaia di milioni, l’importo non è stato indicato, per la cessione del 15% di Avio e per la vendita del 39,55% di Ansaldo Energia alla Cdp (cioè lo Stato). Quest’ultima operazione, dice la società, ha recato un beneficio lordo sull’indebitamento netto di 630 milioni, tra somma incassata (277 milioni) e debiti deconsolidati. Come a ogni fine esercizio, l’indebitamento finanziario netto consolidato è stato ridotto, a quota 3.316 milioni (3.382 a fine 2012). Ma il gruppo ha mangiato cassa, il flusso di cassa (Focf) è negativo per 307 milioni.
Gli ordini sono 17.571 milioni (+10,7%), i ricavi sono diminuiti del 2,85% a 16.033 milioni, l’utile operativo Ebita è peggiorato del 5,7% a 949 milioni. Tra le criticità AnsaldoBreda, le cui perdite (non rese note) sarebbero di 500 milioni. Il cda ieri ha ricordato che «il deconsolidamento del settore trasporti appare condizione indispensabile per il rilancio» del gruppo, che intende concentrarsi sull’aerospazio e difesa. Pansa e De Gennaro confermano l’intenzione di cedere AnsaldoBreda. Per invogliare i pretendenti Finmeccanica è disposta a cedere larga parte della quota (il 40%) in Ansaldo Sts. Il cda in merito alle manifestazioni d’interesse presentate «ha approvato la proposta di proseguire nel percorso, avviando una fase operativa di approfondimento con un numero ristretto di interlocutori, mirata a definire un’operazione da sottoporre al consiglio». Ansaldo Sts piace a Ge, Thales, Bombardier, mentre l’interesse su Breda è scarso.
Il vertice di Finmeccanica ha incassato il via libera del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del ministro dello Sviluppo Federica Guidi al «deconsolidamento delle attività nei trasporti», indicato come «elemento esenziale per il successo di tale piano. Pertanto i ministri seguono con grande attenzione la conclusione (…) di un accordo di partnership con un operatore internazionale che assicuri radicamento nel territorio e valorizzazione globale delle aziende del settore trasporti». Il titolo (ieri +0,5% a 7,05 euro) in un anno ha guadagnato il 73,8 per cento.

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