Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Finmeccanica, governo fermo al palo

ROMA — Stallo in Finmeccanica. Alle voci che si rincorrono sui possibili cambi al vertici della holding dell’aerospazio non corrisponde, per ora, alcuna iniziativa del governo che attraverso il ministero del Tesoro ne controlla il 30,2 %. Eppure è certo che il premier Mario Monti riprenderà in mano il dossier.
Nei giorni scorsi il presidente e amministratore delegato di Piazza Monte Grappa, Giuseppe Orsi, indagato per corruzione internazionale, avrebbe inviato una lettera a Palazzo Chigi chiedendo un incontro e dicendosi disposto a rinunciare a una delle due attuali cariche. Dal governo non è arrivata alcuna risposta. È Monti che deve decidere, per quanto l’azionista sia il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Quel Grilli tirato in ballo, in una conversazione intercettata dagli inquirenti, proprio da Orsi per via di presunte consulenze (da tutti smentite, compreso l’auditing interno) concesse da Finmeccanica all’ex moglie. Episodio che ha interrotto qualsiasi rapporto tra Orsi e Via XX settembre.
Il fallimento della mega fusione da 70 miliardi di euro tra i franco-tedeschi di Eads e i britannici di Bae System ha fatto saltare, una decina di giorni fa, anche il previsto vertice tra Finmeccanica e il governo Monti sulle alleanze internazionali del gruppo italiano. L’appuntamento non è stato aggiornato. Ma la partita delle strategie internazionali di Finmeccanica, che ha rischiato di essere tagliata fuori da tutti i giochi, dovrà essere per forza riaperta. Ed è una partita che si gioca in due: governo e azienda. Anche per questo è necessario un rapporto di piena fiducia tra l’esecutivo e il management. Orsi – nominato ad dal governo Berlusconi in quota Lega – è stato poi promosso al doppio incarico dal governo Monti dopo l’uscita di scena (con tanto di buonuscita milionaria) di Pier Francesco Guarguaglini, indagato insieme alla moglie Marina Grossi, già capo azienda della Selex Sistemi Integrati (controllata di Finmeccanica). Ora sembra riproporsi una situazione simile. Che farà il governo?
La piena conferma di Orsi appare molto difficile, lo stesso manager, d’altra parte, sembra disposto a fare un mezzo passo indietro. Da qui la ridda di nomi dei possibili successori: Marco Patuano, ad di Telecom, Giuseppe Sarmi, ad delle Poste, Giuseppe Recchi, presidente dell’Eni, Mauro Moretti, ad di Trenitalia, Vito Gamberale, ora ad del Fondo F2i . E poi due candidati interni: Giuseppe Zampini di Ansaldo Energia e Alessandro Pansa, direttore generale di Finmeccanica. Si parla pure dell’ex ambasciatore negli Stati Uniti, Giovanni Castellaneta; del presidente di Telecom, Franco Bernabè; e di due candidature difficili per ragioni di possibili incompatibilità: il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola, e l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, ora sottosegretario con delega ai Servizi segreti.
La scorsa settimana Orsi e Pansa hanno incontrato i sindacati per fare il punto sullo stato di attuazione del piano industriale. Finmeccanica, che vale circa l’1,2 % del Pil, ha confermato l’obiettivo di concentrarsi sul core business (aerospazio, difesa e sicurezza) da cui arriva il 68% degli ordini totali e il 72% dei ricavi; di uscire dai trasporti (Ansaldo Breda, Ansaldo Sts e BredaManarinibus) e di mantenere una quota di minoranza nell’energia (Ansaldo Energia).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa