Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

“Finmeccanica esca dal settore trasporti”

L’ha sempre sostenuto e anche oggi, spiegando la situazione del gruppo davanti ai parlamentari della commissione Attività produttive della Camera, l’ha ripetuto: «Finmeccanica deve uscire dal settore trasporti». Il che traslato sulle società controllate significa vendere Ansaldo Sts e Ansaldo Breda. Con una motivazione che si può così riassumere: «Non hanno un futuro economicamente sostenibile all’interno del gruppo».
Come era preventivabile, l’amministratore delegato di Finmeccanica Alessando Pansa ha rilanciato l’idea di concentrarsi su quelli che ha individuato come i settori di punta della società controllata dal Tesoro: difesa e aerospazio. E abbandonare energia e trasporti. Il ragionamento è il seguente: le risorse sono poche e non ce ne sono per tutti. Soprattutto perché sui cinti grava il debito da oltre 4 miliardi ereditato dalla precedente gestione, a causa dell’acquisto ai massimi di Borsa del 2007, della società americana Drs.
«Non vogliamo spezzettare il gruppo — ha dichiarato Pansa davanti ai deputati — ma concentrarlo sulle attività che possono garantire 14-15 miliardi e che la holding ritiene di poter adeguatamente sviluppare in futuro ». Invece, sia Ansaldo Energia — ceduta prima di natale al Fondo strategico della cassa depositi Prestiti — sia Ansaldo Sts che Ansaldo Breda si devono confrontare «con uno scenario di mercato cambiato». Il riferimento di Pansa, va ai concorrenti di Sts, uno dei leader nella segnaletica ferroviaria: come Siemens, la cui divisione è diventata la numero uno al mondo dopo aver acquisito un rivale. O al colosso giapponese Hitachi, per arrivare ai cinesi chesi sono affacciati sul mercato con numeri rilevanti. Tutto ciò — ha concluso Pansa — fa sì che Ansaldo sts abbia oggi «una capacità competitiva che sta scemando». Per Breda, i problemi sono sia finanziari (con una perdita che anche per il 2013 dovrebbe aggirarsi sui 150 milioni) sia dimensionali: «Il più piccolo degli stabilimenti dei suoi concorrenti ha dimensioni maggiori del più grande dei suoi».
A sostegno delle sue tesi, Pansa porta il risultato in Borsa di Finmeccanica da quando ha intrapreso questa strada, già avviata per altro dal suo predecessore Giuseppe Orsi, dimessosi dopo l’arresto per la vicenda delle tangenti in India: il titolo ha recuperato il 53% contro il più 19% dell’indice generale.
Ragionamenti che non hannoperò convinto la politica. Per Edoardo Fanucci (Pd) «Il discorso di Pansa è inaccettabile. Quello dei trasporti è uno dei pochi settori in crescita, non solo in Italia, ma nel mondo: è verso questo comparto che dobbiamo indirizzare risorse ed investimenti. Dobbiamo dimostrare di credere nella green economy investendo ingenti risorse nella modernizzazione degli stabilimenti».
Una delle ipotesi che Pansa abbia voluto fare pressioni per riaprire la trattativa con la Cdp perché si prenda carico anche di Sts e di Breda. Scelte che, però, potrebbero anche essere rinviate in primavera, quando verrà rinnovato il cda delle controllate del Tesoro, Finmeccanica compresa. Pansa si gioca anche così la partita del suo rinnovo.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa