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Finmeccanica-Eads insieme per Avio spazio

Finmeccanica è in trattative avanzate con il gruppo francotedesco Eads per lanciare insieme un’offerta per l’acquisto della divisione spazio di Avio, l’unica attività rimasta nella società dopo la cessione dei motori aeronautici a General Electric.
Il venditore è il fondo britannico Cinven, proprietario dell’81% di Avio attraverso la scatola lussemburghese Bcv Investments Sca. Una quota di minoranza, il 14,3%, è già di Finmeccanica, sempre attraverso il veicolo lussemburghese. Se le discussioni in corso andranno a buon fine, per la divisione spazio di Avio, basata a Colleferro (Roma), 285 milioni di euro di ricavi nel 2012, si profila un futuro sotto il controllo di un’alleanza tra Finmeccanica e Eads. Finmeccanica punta ad avere la maggioranza, il 51%, anche se non c’è evidenza che la controparte abbia accettato questa condizione.
L’alleanza con Eads, secondo autorevoli fonti industriali, è stata preferita ad altri potenziali partner, tra cui la francese Safran. È dall’inizio dell’anno, appena è stata definita la vendita della divisione motori aeronautici a Ge, che la società aerospaziale controllata dal ministero dell’Economia cerca di coinvolgere altri gruppi europei nel progetto.
Da sola Finmeccanica non avrebbe le forze per sopportare il costo dell’acquisizione, visti gli sforzi in atto per tagliare l’indebitamento attraverso un controverso piano di dismissioni delle imprese estranee all’aerospazio e difesa. La preferenza del gruppo guidato da Alessandro Pansa è per l’alleanza con Eads, il colosso che controlla Airbus e Eurocopter e, nello spazio, la società Astrium. Safran si è proposta con insistenza a piazza Monte Grappa per creare un polo europeo nei lanciatori a combustibile solido, la specializzazione di Avio. Nell’offensiva Safran ha mobilitato anche l’ex a.d. di Edison, Umberto Quadrino.
Entrambi i potenziali partner in origine avevano espresso l’interesse ad avere il 51% di Avio, ma è Finmeccanica che punta ad avere la maggioranza. Avio è specializzata nei piccoli lanciatori, in particolare ha sviluppato il Vega, con la joint venture Elv nella quale il 30% è dell’Agenzia spaziale italiana. Un prodotto importante in un’Europa spaziale dominata dai francesi.
Tra le opzioni esaminate dagli uomini di Pansa c’è stato l’acquisto di Avio e il conferimento nella joint venture nello spazio con la francese Thales: Finmeccanica puntava così a riequilibrare il peso maggioritario dei francesi dal 66,6% al 50% nella Thales Alenia Space, la società che fabbrica satelliti e ha assorbito l’ex Alenia Spazio. Thales ha chiesto come contropartita la quota di Finmeccanica (40%) nell’Ansaldo Sts, il gioiellino del segnalamento ferroviario che è nella lista delle dismissioni di Pansa.
Richiesta inaccettabile per Finmeccanica, che ha esplorato altre vie. Con Eads, se l’operazione andrà in porto, potrebbero esserci anche altri punti di contatto in futuro nel riassetto in Europa, per esempio nell’aeronautica.
Il valore di Avio nel progetto di acquisizione è stimato da fonti industriali in circa 240 milioni di euro. Per Finmeccanica, che possiede già il 14,3%, ottenere il 51% della società costerebbe circa 90 milioni. Naturalmente non è da escludere che, a parte le incognite della trattativa, altri gruppi presentino a Cinven un’offerta migliore. Resta da vedere però se il governo, che ha già posto delle condizioni nella cessione dei motori Avio a Ge attraverso la nuova golden share, detta golden power, darebbe il via libera.
Al salone aerospaziale di Dubai Pansa, parlando dell’esigenza che la Ue favorisca maggiori investimenti nelle tecnologie militari e notando che ci sono molte applicazioni civili, ha detto che «i satelliti sono più piccoli, per l’Italia non è una cosa da poco perché l’Italia fa i lanciatori più piccoli». Alla domanda se ci sia anche un interesse di Fincantieri per le imprese civili che Finmeccanica vuole dismettere, Pansa si è schermito: «Non so cosa rispondere a questa domanda».

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