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«Finmeccanica, debito troppo alto»

Il gruppo Finmeccanica è in una «situazione di indebitamento finanziario molto difficile». Mauro Moretti, daal 15 maggio amministratore delegato della holding dell’aerospazio e difesa, ha sottolineato le criticità che ha ereditato in un’audizione ieri alla commissione Industria del Senato. Alla domanda del presidente, Massimo Muchetti, sul ritorno al dividendo, Moretti ha risposto: «Non lo so, spero in un paio d’anni».
Le criticità secondo Moretti sono anche nell’assetto industriale. Finmeccanica «si occupa di tutto e di più» e «deve restringersi, sia nelle linee di business, sia nelle linee di prodotti», facendo «le cose dove c’è alta qualità». Successivamente Moretti ha puntualizzato che Finmeccanica «deve restringersi ma aumentare il fatturato», senza però altre spiegazioni.
Moretti ha affermato che se il giudizio sulle prospettive (outlook) delle agenzie di rating «si trasformasse in un downgrade» sul merito di credito, cioè un abbassamento del voto (oggi BB+), «sarebbe molto negativo per Finmeccanica, vista la situazione finanziaria».
Il problema è l’indebitamento finanziario netto. Al 31 dicembre 2013 Finmeccanica aveva «3,9 miliardi di indebitamento a fronte di un patrimonio netto di 3,6 miliardi». Ma «l’indebitamento reale è ben più alto con una media durante l’anno di 5 miliardi, con picchi di 5,9. È su questo che si pagano gli interessi».
Moretti ha detto che «il gruppo darà un dividendo quando tornerà a fare utili e senza partite straordinarie. Non faremo debiti per pagare il dividendo».
L’ultimo dividendo è stato distribuito con il bilancio 2010, l’ultimo anno pieno della gestione di Pier Francesco Guarguaglini. Il dividendo fu di 237 milioni, su un bilancio consolidato con un utile netto di 493 milioni e, secondo R&S-Mediobanca, con un utile corrente prima delle imposte di 933 milioni e un margine operativo netto di 1.295 milioni. Poi, nel maggio 2011, i comandi passarono a Giuseppe Orsi, voluto dalla Lega.
Le prime scelte di Moretti emergeranno con il piano industriale entro fine anno, al lavoro anche McKinsey. «Non esistono aree tutte buone e altre tutte cattive. Tutti i settori – ha detto Moretti – hanno avuto i loro problemi e le loro ricapitalizzazioni. Anche AgustaWestland ha visto la fame dieci anni fa. Alenia è stata più recente»».
Moretti ha detto che «la governance in Finmeccanica è antiquata. Una sommatoria di aziende indipendenti, tante cose isolate». Il gruppo «si confronta con società che hanno tutto integrato, come Airbus. Facciamo 4 volte i prodotti di Airbus, ma loro fatturano 4 volte quello che fatturiamo noi».
Moretti ha confermato la dismissione delle aziende ferroviarie, AnsaldoBreda e il 40% di Ansaldo Sts. «Ci sono due interessati, la giapponese Hitachi e la cinese Cnr con Insigma». A oggi «non ci sono offerte vincolanti». Moretti ha detto che «il cda di Finmeccanica si terrà il 27 ottobre», era previsto il 23, è spostato di qualche giorno. Moretti potrebbe chiedere al cda il mandato a chiudere la cessione Breda.
In vista del rovente sprint finale, sono atterrati a Roma i vertici di Hitachi. L’a.d. del gruppo Hiroaki Nakanishi e il general manager di Hitachi Rail Systems, Alistair Dorner, hanno incontrato Moretti lunedì e ieri erano previsti incontri ai ministeri dell’Economia e Sviluppo economico. Il premier Matteo Renzi è molto attento ai cinesi, i più interessati all’impianto di Pistoia, caro a Renzi. E davanti a Renzi e al premier cinese, Li Keqiang, Moretti ha «siglato» ieri un contratto con la cinese Baic per fornire 50 elicotteri civili, per 400 milioni di euro.

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