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Finmeccanica apre ai capitali stranieri

MILANO — La notizia è il piano di assunzioni di 1.500 giovani sotto i 30 anni che Finmeccanica conta di reclutare nel biennio 2013-2014 e in effetti risuona nella platea del convegno «Finmeccanica, lavoro, industria, ricerca, per il futuro della Liguria» organizzato a Genova dal presidente della Regione Claudio Burlando.
I rappresentanti degli enti locali, i sindacati, forse gli stessi manager delle aziende liguri (Ansaldo Sts, Ansaldo energia, Oto Melara, Selex Es) presenti in sala si aspettavano anche parole di rassicurazione sulle ipotesi di cessioni, ma Alessandro Pansa ha scansato l’ostacolo replicando diplomaticamente che Finmeccanica «non abbandonerà mai al proprio destino i settori in cui opera senza aver costruito un progetto industriale» e «non se ne va dalla Liguria». Nessun accenno alle vendite di Ansaldo Energia e Sts. Un riserbo che, dopo mesi di voci sull’eventuale cessione del settore civile, ha deluso politici locali e sindacati, questi ultimi già innervositi perché l’amministratore delegato, prima di intervenire, ha voluto che fosse rimosso uno striscione delle Rsu di Ansaldo dietro il palco.

Pansa ha spiegato che la scelta non è tanto tra civile e militare, ma riguarda i settori in cui concentrare le risorse necessarie allo sviluppo. «La distinzione tra tecnologia civile e tecnologia militare non è più così chiara come in passato. Cresce la competizione e questo obbliga a scegliere i settori in cui stare, in cui investire maggiormente». Quel che è certo è che il riassetto di Finmeccanica sarà aperto agli stranieri, perché per fare investimenti occorrono capitali, che per Pansa non possono arrivare dall’Italia, perché non ci sono risorse private, né pubbliche, a disposizione. «Nei prossimi mesi e anni Finmeccanica, con il management delle aziende controllate e sperabilmente in accordo con i sindacati, compirà numerose operazioni di riassetto» con l’obiettivo di «temperare capitali nazionali e internazionali all’interno delle aziende, facendo sì che le presenze internazionali siano incentivate a garantire il futuro delle aziende in Italia e che siano tutelati gli investimenti produttivi, il patrimonio tecnologico e l’occupazione qualificata». Pansa ha rassicurato sul senso industriale delle operazioni: «Finmeccanica compirà le operazioni di riassetto patrimoniale, ma non lo farà mai per ragioni finanziarie. Aprire il capitale delle nostre aziende a chi ha voglia e fondi per investire è diverso dal vendere asset solo per compiere la nobile attività di raccogliere cassa».

«Oggi ho capito una cosa — ha detto Claudio Burlando — . Su questa vicenda delle aziende liguri non so se c’è ancora un cartello vendesi, ma non c’è la parola fine. È una pagina ancora da scrivere: perché quelle già scritte erano scritte male». Il Pd locale ha poi lamentato come non sia stato fatto riferimento a un possibile ruolo del Fondo strategico di Cassa depositi e prestiti nella ristrutturazione del gruppo.

 

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