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Finmeccanica accelera sulle cessioni

Finmeccanica procede nelle complesse trattative per la cessione delle attività civili estranee all’aerospazio e difesa, il comparto che alcuni anni fa era stato definito Finmeccanica2.
Le trattative sono aperte in una doppia direzione: con i gruppi esteri che potrebbero diventare l’azionista di riferimento sia dell’Ansaldo Energia (la coreana Doosan è la favorita) sia delle imprese del trasporto ferroviario (c’è la giapponese Hitachi, con l’americana Ge alla finestra) e con il sistema Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società pubblica piena di liquidità cui molti gruppi in difficoltà, pubblici ma anche privati (non solo Telecom), guardano come un cavaliere bianco.
La parola definitiva sul dossier Finmeccanica spetta al governo, mentre le aspettative che si sblocchino le cessioni hanno spinto al rialzo le azioni sia di Finmeccanica (+4,2% a 4,71 euro) sia della controllata Ansaldo Sts (+1,2% a 7,16 euro). «Vogliamo una soluzione che attraverso Cdp consenta alle tre Ansaldo unite di rimanere in modo trasparente sotto il controllo italiano, con la ricerca di un partner industriale», ha detto il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina.
In questa caccia al tesoro della Cdp passa in secondo piano che la sua potenza di fuoco è costituita dai soldi del risparmio postale. Dunque, anche se in base ai criteri di Eurostat questi impieghi non sono contabilizzati nel debito dello Stato, si tratta pur sempre di un debito verso gli italiani che un giorno dovrà essere rimborsato.
Alessandro Pansa, a.d. di Finmeccanica, ha confermato ai segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm l’intenzione di concentrare il gruppo nell’aerospazio e difesa. Secondo il progetto, energia e trasporti verrebbero deconsolidati con la cessione di una quota da stabilire a partner esteri, mentre, per superare le obiezioni alla perdita di “italianità” di queste imprese, si studia l’intervento di un socio pubblico, la Cdp o una sua controllata, come Fsi o forse Fintecna.
Finmeccanica potrebbe mantenere una quota di minoranza, ad esempio il 10-20% di Ansaldo Energia, il dossier più avanzato, in modo da non far andare agli stranieri la maggioranza. «Pansa – hanno riferito i sindacati in un comunicato – ha riconosciuto che attualmente Finmeccanica, anche a fronte dell’eccessivo indebitamento e della scarsa generazione di cassa, non ha le risorse necessarie per sviluppare le attività di tutte le società. Le trattative per la cessione di Ansaldo Energia sono ad uno stadio molto avanzato, l’a.d. ci ha inoltre informato dell’esistenza di un’altra trattativa aperta per il settore ferroviario con importanti gruppi manifatturieri esteri».
I sindacati hanno chiesto al governo di far entrare nella partita la Cdp o il Fondo strategico perché sono contrari «a che il nostro paese si privi di asset importanti in settori con mercati crescenti». Il caso più delicato è l’azienda di treni AnsaldoBreda, in profondo rosso da anni. I potenziali interessati hanno chiesto come dote una parte del pacchetto (40%) che Finmeccanica detiene nel gioiellino del segnalamento Ansaldo Sts.
Tra le ipotesi anche un coinvolgimento di Fintecna, la società pubblica che l’anno scorso la Cdp – in una partita di giro finanziaria – ha comprato dal suo azionista, il Tesoro (con Sace e Simest). Fintecna controlla Fincantieri, il cui a.d., Giuseppe Bono, ex a.d. di Finmeccanica, alcuni anni fa aveva lanciato il progetto Finmeccanica2 per prendersi in cura le tre Ansaldo dal gruppo aerospaziale. E oggi Bono vede profilarsi di nuovo questa questa possibilità, anche se non è detto che il disegno si concretizzi.

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