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Finmeccanica accelera sul piano Tensione Guarguaglini-Orsi

di Antonella Baccaro

ROMA — I numeri della trimestrale di Finmeccanica, il gruppo di aerospazio e difesa, guidato da Giuseppe Orsi, saranno comunicati stamattina, appena prima di venire riversati agli analisti. Una prudenza mai vista avvolge l'approvazione di questi conti, esaminati ieri sera dal consiglio di amministrazione. È la conseguenza di un periodo non proprio brillante attraversato dal gruppo, stretto tra la preoccupazione per risultati in calo (con un valore di Borsa sceso dai 9 miliardi del 2007 ai 2,5 attuali) e le inchieste giudiziarie che hanno investito i vertici del gruppo, a partire dall'ex amministratore delegato e oggi presidente con deleghe, Pier Francesco Guarguaglini.
Perciò se soltanto stamattina si potrà valutare con certezza l'impatto sui conti, una cosa ormai è certa: la diarchia tra Orsi e Guarguaglini sta diventando insostenibile per un'impresa con 73 mila dipendenti che deve affrontare la crisi. Pesa a Orsi il fatto che la maggior parte dei manager delle controllate siano ancora quelli nominati da Guarguaglini, in virtù della proroga di un anno che lo stesso amministratore delegato ha concesso a tutti, per farsi prima un'idea della situazione. Ma ora che la scadenza degli incarichi si avvicina, la situazione diventa sempre più incandescente. Come difficile deve essere parso a Orsi tirare le somme di un bilancio realizzando un'operazione verità sui conti del suo predecessore, intervenendo con forti svalutazioni dei contratti e accantonamenti a costi di ristrutturazione.
E sarà di certo complesso procedere al piano di dismissioni, ideato da Orsi, che di fatto va a smantellare l'impero costruito da Guarguaglini onerato da troppi debiti. In programma ci sarebbe la vendita delle attività di contorno dell'americana Drs, che porterebbe in cassa 600-800 milioni di dollari, e una partnership per Ansaldo Breda, rispetto alla quale resta in prima fila l'americana General Electric, laddove Bombardier ha smentito un proprio interesse.
Non dovrebbero essere vendute né Ansaldo Sts, né il 15% di Avio, azienda di motori aerei, che la francese Safran vorrebbe acquistare dal fondo Cinven, che ne possiede la maggioranza assoluta. Ma non è escluso che sia Finmeccanica a aumentare la propria quota, in collaborazione con alcuni fondi, tra cui il Fondo strategico della Cassa depositi e prestiti.
Ieri la resa dei conti tra l'amministratore delegato e il presidente sarebbe stata rinviata: troppo vago il quadro politico di riferimento. La Lega, vicina a Orsi, (come l'ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti) dovrebbe trovarsi fuori dalla coalizione che sosterrebbe il nuovo governo Monti. Quanto a Gianni Letta, sponsor di Guarguaglini, non è ancora chiaro se rivestirà un ruolo nell'esecutivo. Così il problema rischia di planare dritto sul tavolo del prossimo governo.
 

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